INTENZIONI ANNO 2007

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

 

INTENZIONE PER L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
ANNO 2007
 


Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre, in particolare……..
   

GENNAIO

-        
Perché nel nostro tempo, segnato purtroppo da non pochi episodi di violenza, i pastori della Chiesa continuino a indicare al cuore di ogni uomo la via della pace e dell’intesa fra i popoli.
 
-         Perché la Chiesa in Africa diventi sempre più autentica testimone della Buona   Novella di Cristo, e s’impegni in ogni Nazione nel promuovere la riconciliazione e la pace. 
-         Perché, alla luce del Convegno di Verona, possiamo diventare veri testimoni di speranza attraverso una vita rinnovata e capace di cambiare la storia.  

FEBBRAIO
 

-        
Perché i beni della terra, donati da Dio per tutti gli uomini, siano usati con saggezza e secondo i criteri di giustizia e solidarietà.
 
-         Perché la lotta contro le malattie e le grandi epidemie nel Terzo Mondo trovi nello spirito di solidarietà una sempre più generosa collaborazione da parte dei governi di tutte le nazioni. 
-         Perché i cristiani siano aperti alla speranza e pronti ad accogliere con tenerezza e discrezione i bambini e quanti vivono nella fragilità.    

MARZO
 

-        
Perché la Parola di Dio sia sempre più ascoltata, contemplata, amata e vissuta.
 
-         Perché sia costante preoccupazione dei responsabili delle giovani Chiese formare catechisti, gli animatori e i laici impegnati al servizio del Vangelo. 
-         Perché l’annuncio gioioso del Vangelo risani i cuori affranti, rigeneri le relazioni personali e sociali, rinvigorisca l’ispirazione cristiana della cultura del nostro tempo.   

APRILE
 

-        
Perché, lasciandosi illuminare e guidare dallo Spirito Santo, ogni cristiano risponda con entusiasmo e fedeltà all’universale chiamata alla santità.
 
-         Perché cresca il numero delle vocazioni sacerdotali e religiose nell’America settentrionale e nei Paesi dell’Oceano Pacifico, per rispondere adeguatamente alle esigenze pastorali e missionarie di quelle popolazioni. 
-         Perché Gesù, il Risorto che vive in mezzo a noi, orienti i passi delle nostre comunità verso una speranza viva per rispondere alle attese più profonde degli uomini d’oggi.   

MAGGIO
 

-        
Perché sull’esempio della Vergine Maria, ogni cristiano, sempre attento ai segni del Signore nella propria vita, si lasci guidare dalla Parola di Dio.
 
-         Perché nei territori di Missione non manchino buoni e illuminati formatori nei Seminari maggiori e negli Istituti di vita consacrata. 
-         Perché Maria, Madre della Chiesa rischiari il nostro cammino con l’esempio del suo “si” e ci spinga al servizio della speranza di ogni uomo.     

GIUGNO
 

-        
Perché il Signore protegga i marinai e tutti coloro che sono coinvolti in attività marittime.
 
-         Perché la Chiesa nel Nord dell’Affrica testimoni, con la sua presenza e la sua azione, l’amore di Dio verso ogni individuo e opgni popolo. 
-         Perché lo Spirito di Dio ci ricolmi dei suoi doni e faccia crescere in noi un atteggiamento contemplativo nelle vicende della vita.   

LUGLIO
 

-        
Perché sia reso possibile a tutti i cittadini, individualmente e in gruppo, di partecipare attivamente alla vita e alla gestione della cosa pubblica.
 
-         Perché, consapevole del proprio dovere missionario, tutti i cristiani aiutino fattivamente quanti sono impegnati nell’evangelizzazione dei popoli. 
-         Perché i giovani scoprano nel rapporto con Gesù Cristo, verità di ogni uomo, la via che libera da ogni schiavitù e rende autentici discepoli e testimoni nel mondo.   

AGOSTO
 

-        
Perché tutti coloro che attraversano momenti di difficoltà interiore e di prova, trovino in Cristo la luce e il sostegno che li conducano a scoprire l’autentica felicità.
 
-         Perché la Chiesa in Cina testimoni una sempre maggiore coesione interna e possa manifestare l’effettiva e visibile comunione con il Successore di Pietro. 
-         Perché ogni famiglia esprima nella fedeltà alla sua vocazione la gratuità negli affetti e nelle relazioni e sia segno visibile nella difesa e la cura della vita umana in ogni suo momento.    

SETTEMBRE
 

-        
Perché l’assemblea ecumenica di Sibiu in Romania possa contribuire a far crescere l’unità tra tutti i cristiani, per la quale il Signore ha pregato nell’Ultima Cena.
 
-         Perché, aderendo con gioia a Cristo, tutti i missionari e le missionarie sappiano superare le difficoltà che incontrano nella vita di ogni giorno. 
-         Perché alla luce dell’Enciclica Deus caritas est ritroviamo il senso autentico dell’amore, del quale Dio ci ricolma e che da noi deve essere comunicato agli altri.  

OTTOBRE
 

-   Perché i cristiani che si trovano in situazioni di minoranza abbiano la forza e il coraggio di vivere la fede e perseverino nel testimoniarla
 
-   Perchè la Giornata Missionaria Mondiale sia occasione propizia per suscitare una sempre più profonda coscienza missionaria in ogni battezzato. 
-   Perché Maria Santissima, Madre dell’Amore incarnato, ci insegni a conoscere e amare Gesù, per essere sorgenti di Acqua viva in mezzo a un mondo assetato di verità e di amore.  

NOVEMBRE 

-   Perché coloro che si dedicano alla ricerca medica e quanti sono impegnati nell’attività legislativa nutrano sempre un profondo rispetto per la vita umana, dal suo inizio sino al suo naturale compimento.
 
-   Perché nella Penisola Coreana cresca lo spirito di riconciliazione e di pace. 
-   Perché il ricordo dei santi e dei fedeli defunti ci aiuti a vivere momenti forti di riconciliazione ecclesiale e familiare per essere Chiesa che mette il Risorto al suo centro e lo annuncia ai fratelli.     

DICEMBRE
 

-   Perché la società umana sia sollecita nel prendersi cura di tutti coloro che sono colpiti dell’AIDS, specialmente dei bambini e delle donne, e la Chiesa faccia loro sentire l’amore del Signore.
 
-   Perché l’incarnazione del Figlio di Dio, che a Natale la Chiesa celebra solennemente, aiuti i popoli del Continente asiatico a riconoscere in Gesù l’Inviato di Dio, unico Salvatore del mondo. 
-   Perché il Bambino di Betlemme ci aiuti a essere sempre vicino a ogni uomo solo, abbandonato, piccolo e indifeso.  

Dolce cuor del mio Gesù fa che io ti ami sempre più.Dolce cuore di Maria siate la salvezza dell’anima mia.

PREGHIERA GESU’ DOLCISSIMO

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

AKATISTO AL DOLCISSIMO SIGNORE NOSTRO GESU’ CRISTO

PRESENTAZIONE

L’inno «akatisto» (o «akafist» in russo) è una forma di preghiera molto usata dai cristiani di rito bizantino (russi, ucraini, greci, romeni, bulgari, serbi). Letteralmente «akatisto» significa inno che si canta non seduti, cioè stando in piedi. Ci sono diversi inni «akatisto» (recentemente la casa editrice cattolica di Bruxelles «Zizn’ s Bogom» ne ha pubblicati 40), ma i principali sono quelli in onore del Salvatore, della Madre di Dio e di alcuni santi.

L’«akatisto» in onore di Gésù Dolcissimo che qui pubblichiamo è uno dei più diffusi. Esso viene attribuito a Teoctisto, monaco di Studion e contiene innumerevoli volte il nome di Gesù, forse ispirato alla pratica molto diffusa nell’Oriente bizantino della cosidetta «Preghiera di Gesù». Essa consiste nrell’incessante invocazione da farsi quasi all’unisono col battito del cuore: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore». Di questa parlano sia la «Filocalia» che «I racconti del pelle­grino russo».

Secondo la struttura normale l’«akatisto» è composto di dodici strofe lunghe, di una breve e di una preghiera finale. Le strofe lunghe sono divise in due parti, la prima si chiama «kontakio» e contiene la parte dogmatica, la seconda si chiama «ikos» ed esprime sentimenti di lode e ringraziamento a Dio, alla Madre di Dio o ai santi ai quali è dedicato l’«akatisto». I cristiani orisentali conoscono a memoria intere parti di questi inni, che godono perciò di molta popolarità. Sono quindi espres­sioni sincere della fede popolare, anche se dense di contenuto dogmatico. Stampando in italiano quest’inno a Gesù Dolcissimo ci auguriamo di raf­forzare fra tutti i cristiani i vincoli che ci uniscono in Cristo nella spe­ranza di abbassare le barriere che ancora ci dividono. N. C.

 

AKATISTO AL DOLCISSIMO SIGNORE NOSTRO GESU’ CRISTO Kontakio 1

Condottiero ardito e Signore, vincitore dell’inferno, poiché mi liberasti dalla morte eterna, ti dedico questo inno di lode, io creatura e servo tuo: poiché tu hai una misericordia indicibile, salva da tutti i mali me che ti invoco: Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Stanza 1

Creatore degli Angeli e Signore delle potenze, apri la mia mente incapace e la mia lingua a lodare il tuo nome puris­simo, come una volta apristi l’orecchio e la lingua a colui che era sordo e muto, e io con la mia voce ti possa così invocare:

Gesù mirabilissimo, stupore degli Angeli:

Gesù fortissimo, salvezza dei progenitori.

Gesù dolcissimo, vanto dei patriarchi:

Gesù gloriosissimo, sostegno dei re.

Gesù amatissimo, adempimento dei profeti:

Gesù venerabilissimo, saldezza dei martiri.

Gesù silenziosissimo, gioia dei monaci:

Gesù pietosissimo, dolcezza dei sacerdoti.

Gesù misericordiosissimo, resistenza dei digiunanti:

Gesù dolcissimo, tripudio dei santi tuoi simili.

Gesù onorabilissimo, castità dei vergini:

Gesù eternissimo, salvezza dei peccatori.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 2

Vedendo la vedova piangere amaramente, Signore, tu ti im­pietosisti, e il figlio di lei che veniva condotto al sepolcro tu risuscitasti: così sii pietoso anche di me, o amico degli uomini, e risuscita il mio spirito, reso morto dai peccati, che ti invoca: Alleluia.

 

Stanza 2

Con l’intelletto Filippo voleva intendere ciò che non è intel­legibile, e disse: Signore, mostraci il Padre. E tu a lui: da tanto tempo sei con me, e ancora non hai capito, che il Padre è in me, e io sono nel Padre? Rinunciando a capire, con ti­more ti invoco:

Gesù, Dio eternissimo:

Gesù, re fortissimo.

Gesù, Signore pazientissimo:

Gesù, salvatore misericordiosissimo.

Gesù, custode mio buonissimo:

Gesù, puliscimi dai miei peccati.

Gesù, scaccia via le mie trasgressioni:

Gesù, liberami dalle mie iniquità.

Gesù, mia speranza, non abbandonarmi:

Gesù, mio aiuto, non respingermi.

Gesù, mio creatore, non dimenticarmi:

Gesù, mio pastore, non lasciarmi perire.

Gesù, figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 3

Con la tua forza dall’alto, Gesù, avvolgesti gli Apostoli che sedevano in Gerusalemme; avvolgi anche me, nudo di ogni opera buona, col tepore del tuo Santo Spirito, così che con amore io ti possa cantare: Alleluia.

 

Ikos 3

Essendo ricco di misericordia, o Gesù, chiamasti a te i pub­blicani, i peccatori e i pagani: non disprezzare neanche me, che a loro somiglio, ma come prezioso balsamo accogli il mio canto:

Gesù, forza invincibile:

Gesù, bontà infinita.

Gesù, bellezza splendente:

Gesù, amore indicibile.

Gesù, figlio del Dio vivo:

Gesù, pietà di me peccatore.

Gesù, ascolta me concepito nelle iniquità:

Gesù, ripulisci me nato nei peccati.

Gesù, istruisci me dissoluto:

Gesù, illumina me ottenebrato.

Gesù, purifica me corrotto:

Gesù, raddrizza me caduto. Gesù, figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 4

Avendo dentro una tempesta di pensieri dubbiosi, Pietro af­fondava. Vedendo te in carne ed ossa, Gesù, camminante sulle acque, ti riconobbe vero Dio e, ricevuta la mano della salvezza, disse: Alleluia.

 

Ikos 4

Udendo il cieco, che ti camminava accanto nella strada, Si­gnore, e camminando implorava: Gesù, figlio di David, pietà di me: tu lo chiamasti e apristi i suoi occhi. Illumina dunque con la tua bontà gli occhi interiori del cuore anche a me, che ti invoco, e dico:

Gesù, creatore degli angeli:

Gesù, redentore degli uomini.

Gesù, distruttore degli inferi:

Gesù, ornamento di tutta la creazione.

Gesù, consolatore della mia anima:

Gesù, luce del mio intelletto.

Gesù, gioia del mio cuore:

Gesù, salute del mio corpo.

Gesù, salvatore mio, salvami:

Gesù, luce mia, illuminami.

Gesù, tienimi lontano dai tormenti:

Gesù, salva me indegno.

Gesù, figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 5

Col tuo sangue divino un giorno tu espiasti la nostra meri­tata maledizione, Gesù: così toglici fuori dalla rete in cui il serpente ci ha invischiati con le passioni terrene, con le lusin­ghe dissolutrici, con l’inerzia malvagia, e ti possiamo cantare: Alleluia.

 

Ikos 5

I fanciulli ebrei avendo visto in una figura umana colui che con la sua mano aveva creato l’uomo, e avendo capito che era il Signore per loro, s’affannarono a festeggiarlo con i rami e cantavano osanna. Anche noi ti offriamo questo canto dicendo:

Gesù, Dio vero:

Gesù, figlio di Davide.

Gesù, re glorioso:

Gesù, agnello immacolato.

Gesù, pastore esemplare:

Gesù, protettore della mia fanciullezza.

Gesù, alimento della mia giovinezza:

Gesù, lode della mia vecchiaia.

Gesù, speranza della mia morte:

Gesù, vita dopo la mia morte.

Gesù, mio conforto al tuo tribunale:

Gesù, mio desiderio, non coprirmi allora di vergogna.

Gesù, figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 6

Adempiendo le parole degli araldi teofori, apparisti sulla terra, Gesù; hai vissuto tra gli uomini tu che nell’uomo non potevi essere contenuto, ci hai liberati dalle nostre infermità: gua­riti così per opera delle tue piaghe, noi impariamo a cantare: Alleluia.

 

Ikos 6

Risplendette l’universo per la luce della tua verità, fu scac­ciata la malizia diabolica: gli idoli, non sopportando la tua forza, o Salvatore nostro, caddero: e noi, avendo ricevuto la salvezza, ti cantiamo:

Gesù, verità, che distruggi le finzioni diaboliche:

Gesù, luce, che superi tutte le altre luci.

Gesù, re, che sovrasti tutte le potenze:

Gesù, Dio, che sei sempre misericordioso.

Gesù, pane di vita, sazia me affamato:

Gesù, fonte di intelletto, disseta me assetato.

Gesù, abito di gioia, vesti me corruttibile:

Gesù, mantello di allegrezza, copri me indegno.

Gesù, che dai a chi chiede, dammi l’afflizione per i miei peccati:

Gesù, acquisizione di coloro che cercano, acquisisci la mia anima.

Gesù, che apri a coloro che bussano, apri il mio cuore misero:

Gesù, redentore dei peccatori, purificami dalle mie iniquità.

Gesù, figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 7

Sebbene tu rivelasti il mistero che in tutti i tempi era stato celato, fosti condotto come un agnello per essere ucciso, Gesù, come una pecora che sta muta davanti a chi la tosa, e come Dio sei risorto dai morti, e con gloria sei asceso ai cieli, e hai innalzato noi, che ti acclamiamo: Alleluia.

 

Ikos 7

Mostrandosi mirabile creatura apparve tra noi il nostro Crea­tore: senza seme fu concepito da una Vergine, risorse dal sepolcro senza infrangerne i sigilli, entrò col suo corpo là dove erano gli Apostoli a porte chiuse; di tutto ciò stupefatti, cantiamo:

Gesù, Parola innominabile:

Gesù, Parola inconsiderabile.

Gesù, Forza inattingibile:

Gesù, Saggezza impensabile.

Gesù, Divinità indescrivibile:

Gesù, Potenza incalcolabile.

Gesù, Regno invincibile:

Gesù, Signoria illimitabile.

Gesù, Fortezza altissima:

Gesù, Potenza eterna.

Gesù, Creatore mio, siimi favorevole:

Gesù, Salvatore mio, salvami.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 8

Avendo visto un Dio prodigiosamente fattosi uomo, ci fac­ciamo estranei al mondo vano e innalziamo la nostra mente alle cose di Dio: per questo Dio è sceso sulla terra, per innal­zare fino ai cieli noi, che cantiamo a Lui: Alleluia.

 

Ikos 8

Pur essendo tutto quaggiù, colui che non può essere misurato non cessò di essere nei cieli: spontaneamente scelse di sof­frire per noi e con la sua morte ha ucciso la nostra morte: con la resurrezione ha donato la vita a noi che cantiamo:

Gesù, dolcezza del cuore:

Gesù, fortezza del corpo.

Gesù, splendore dell’anima:

Gesù, prontezza della mente.

Gesù, gioia della coscienza:

Gesù, speranza vera.

Gesù, memoria eterna:

Gesù, lode altissima.

Gesù, mia gloria suprema:

Gesù, mio desiderio, non respingermi.

Gesù, mio Pastore, cercami:

Gesù, mio Salvatore, salvami.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 9

Tutte le nature angeliche incessantemente glorificano il tuo nome santissimo nei cieli, Gesù, cantando Santo, Santo, Santo: anche noi peccatori sulla terra con le nostre bocche periture cantiamo: Alleluia.

 

Ikos 9

Gli oratori più sapienti ti guardano come se fossero pesci muti, o Gesù Salvatore nostro: non sono in grado di dire come tu sia un Dio immutabile e insieme un uomo perfetto; noi, stu­pefatti del mistero, cantiamo con fede:

Gesù, Dio sempiterno:

Gesù, re dei regnanti.

Gesù, signore dei governanti:

Gesù, giudice dei vivi e dei morti.

Gesù, speranza dei disperati:

Gesù, consolazione degli afflitti.

Gesù, gloria dei miseri:

Gesù, non giudicarmi per le mie azioni.

Gesù, purificami per la tua benevolenza:

Gesù, scaccia da me l’abbattimento.

Gesù, illumina i pensieri del mio cuore:

Gesù, dammi il ricordo della morte.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 10

Volendo salvare il mondo, nascesti da Oriente per giungere sino al buio Occidente, assumesti la nostra natura, ti umilia­sti fino alla morte: perciò il tuo nome è glorificato più spesso di ogni altro nome e da tutti gli esseri celesti e terreni tu ascolti: Alleluia.

 

Ikos 10

Re eterno, Consolatore, Cristo vero, mondaci da ogni turpitu­dine, così come mondasti i dieci lebbrosi, guariscici come guaristi l’animo avaro di Zaccheo il pubblicano: teneramente ti imploreremo, chiamandoti:

Gesù, tesoro incorruttibile:

Gesù, ricchezza inesauribile.

Gesù, nutrimento robusto:

Gesù, fonte improsciugabile.

Gesù, vestimento dei poveri:

Gesù, difensore delle vedove.

Gesù, protettore degli orfani:

Gesù, aiuto dei sofferenti.

Gesù, guida dei pellegrini:

Gesù, nocchiero dei naviganti.

Gesù, pace degli impetuosi:

Gesù, Dio, solleva me caduto.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 11

Un canto tenerissimo ti dedico, io indegno, ti imploro come la Cananea: Gesù, pietà di ,me: io non ho una figlia, ma un corpo posseduto da passioni perverse, da un furore accecante: dai la guarigione a chi ti invoca: Alleluia.

 

Ikos 11

O lume datore di luce a quanti sono nelle tenebre della stol­tezza, Paolo prima ti perseguitava, ma tu gli infondesti la for­za della voce che fa conoscere Dio e illuminasti l’acutezza della sua mente: così illumina anche i ciechi occhi della mia mente, di me che ti invoco:

Gesù, mio Re fortissimo:

Gesù, mio Dio potentissimo.

Gesù, mio Signore immortalissimo:

Gesù, mio Creatore gloriosissimo.

Gesù, Maestro mio buonissimo:

Gesù, Pastore mio generosissimo.

Gesù, Sovrano mio benevolissimo:

Gesù, Salvatore mio misericordiosissimo.

Gesù, illumina i miei sentimenti, offuscati dalle passioni:

Gesù, guarisci il mio corpo, incadaverito dai peccati.

Gesù, purifica la mia mente dai pensieri vani:

Gesù, proteggi il mio cuore dalle bramosie malvage.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 12

Dammi la tua grazia, assolvitore di tutti i debiti, Gesù, e accogli me pentito così come accogliesti Pietro che ti aveva rinnegato, richiama me intorpidito così come un tempo chia­masti Paolo che ti perseguitava: ascolta la mia voce che ti invoca: Alleluia.

 

Ikos 12

Cantando la tua incarnazione tutti ti glorifichiamo e con Tom­maso crediamo che tu sei il Signore e Dio, che siedi accanto al Padre e verrai a giudicare i vivi e i morti: allora fai dunque degno di stare alla tua destra me, che ti invoco dicendo: Gesù, Re eterno, pietà di me:

Gesù, aromatico fiore, profumami tutto.

Gesù, amato tepore, riscaldami:

Gesù, tempio eterno, riparami.

Gesù, abito luminoso, adornami:

Gesù, perla genuina, fammi risplendere.

Gesù, pietra preziosa, fammi brillare:

Gesù, sole di giustizia, illuminami.

Gesù, luce santa, rischiarami:

Gesù, proteggimi dai malanni dell’anima e del corpo.

Gesù, sottraimi dalle grinfie del nemico:

Gesù, liberami dal fuoco inestinguibile e dagli altri eterni tormenti.

Gesù, Figlio di Dio, pietà di me.

 

Kontakio 13

Dolcissimo e generosissimo Gesù. Accetta ora questa nostra piccola preghiera, così come accettasti i due spiccioli dalla vedova, proteggi i tuoi figli dai nemici visibili e invisibili, dalle invasioni straniere, dalle malattie, dalla fame, da ogni disgrazia e dalle ferite mortali, libera dai tormenti futuri quanti implorano: Alleluia.

(Questo Kontakio si ripete tre volte, così come l’Ikos 1: Crea­tore degli Angeli. . ., e il

Kontakio 1: Condottiero ardito … )

 

Preghiera al Signore Gesù Cristo

O Sovrano Signore, Gesù Cristo, Dio mio, poiché per il tuo indicibile amore all’uomo assumesti al termine dei secoli un corpo umano dalla semprevergine Maria, io, tuo servo, canto la tua salvifica provvidenza, o Sovrano: inneggio a te, poiché per te ho conosciuto il Padre: benedico te, poiché per te il Santo Spirito è venuto nel mondo: mi prostro alla tua puris­sima Madre terrena, che ha servito all’adempiersi di un così tremendo mistero: lodo le tue Schiere angeliche che esaltano e servono la tua magnificenza: venero Giovanni il Precursore che ti battezzò, Signore: onoro i Profeti che ti preannunciarono, glorifico i tuoi santi Apostoli: esalto i Martiri, decanto i tuoi Sacerdoti: mi inchino ai tuoi Santi, festeggio i tuoi Giusti. Questo molteplice e indicibile coro divino io, servo tuo, lo presento in preghiera a te, Dio generosissimo, e per tanti me­riti chiedo perdono delle mie mancanze: concedimelo per l’in­tercessione di tutti i tuoi Santi e specialmente per la’tua gene­rosità, poiché tu sei benedetto nei secoli. Amen.

 

(Traduzione di L. Paleari)

UN POLITTICO A 5 ANTE

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

EDITORIALE
di Max Taggi direttore nazionale dell’AdP

Un polittico
con 5 ante

l Palazzi1 dice che un polittico è “un insieme di più quadri (chiamati anche ante) di soggetto analogo uniti in un’unica cornice”. Per condividere una riflessione sulla prima enciclica del S. Padre Benedetto XVI prendiamo come guida l’immagine del polittico: ci aiuterà a contemplarne almeno in parte il ricco contenuto. 

Importanza della prima enciclica di un Papa
La prima anta raffigura quattro Papi, i più recenti. Ciascuno di loro ha in mano, in bella vista, il libretto della sua prima enciclica. Come è noto, ogni Papa all’inizio del suo pontificato ci rivolge una enciclica (che significa “lettera circolare”) nella quale indica una tematica fondamentale che intende mettere al centro dell’attenzione del suo pontificato. Osserviamoli: il primo è Giovanni XXIII e l’opuscolo che ha in mano ha per titolo Ad Petri cathedram (“Alla cattedra di Pietro”); il secondo è Paolo VI con la Ecclesiam suam (il titolo italiano è “Le vie della Chiesa oggi”); il terzo è Giovanni Paolo II, la cui prima enciclica, la Redemptor hominis, fu dedicata a Gesù Redentore; finalmente troviamo l’attuale pontefice, Benedetto XVI, con la sua bella scelta: Deus caritas est (“Dio è amore”)2. Possiamo legittimamente pensare che ogni Papa scelga il tema della sua prima enciclica in base alla sua propria esperienza e in base alla situazione storica concreta del mondo e della Chiesa. Così il Papa Giovanni, arrivato in un momento chiaramente di svolta, allorché, dopo le diuturne fortissime tensioni fra il mondo occidentale ed il blocco comunista, s’intravedevano quei segni di disgelo che lui seppe sapientemente cogliere ed assecondare. Paolo VI diventò Papa quando il Concilio Vaticano II aveva appena mosso i primi passi. Perciò, con la profondità e la finezza che lo distinguevano, non volle trattare alcun tema particolare per lasciare al Concilio piena libertà di scelta della sua agenda; indicò invece il metodo del dialogo come lo stile che la Chiesa avrebbe dovuto d’ ora in poi privilegiare nei suoi rapporti ecumenici e nei suoi rapporti col mondo. Di Karol Woityla, il Papa “venuto da lontano”, il primo Papa non italiano dopo più di quattro secoli, tutti ricordiamo il potente e appassionato grido iniziale: “Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo Redentore!”. Questo tema di fondo, l’annuncio di Gesù Redentore, ripreso nella sua prima enciclica, si è snodato poi effettivamente nel corso del suo lungo ed intenso pontificato di stile paolino. Con la sua personalità carismatica e con il suo zelo instancabile Giovanni Paolo II ha infatti portato con grande forza l’annuncio diGesù Redentore in tutto il mondo. Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore l’impressionante fenomeno della risposta corale, universale all’insieme del suo ministero apostolico - quasi un sigillo - al momento della sua ultima malattia e della sua morte. Ed ora il successore, che per tanti anni aveva vissuto al suo fianco, ne continua e sviluppa la missione. La sua prima enciclica è dedicata al-Dio-che-è-amore: “Deus caritas est”. Un tema che non era stato mai trattato prima ex professo in un documento pontificio. Un tema che ci appare immediatamente come una risposta limpida e decisa all’ansia della ricerca di Dio che, al di là delle apparenze agnostiche e svagate, caratterizza tanti nostri contemporanei. 

Chi è Dio?
Nella seconda anta si affronta la questione centrale. La scena è quella delle origini, di Dio che crea l’uomo e la donna. Come dice il Papa, nella Bibbia troviamo una nuova immagine di Dio (cfr. DCE 9 e 11). Un Dio che parla, si relaziona, ama. Un Dio che non è un’astrazione filosofica né un idolo muto ed inerte, ma è persona. Anzi è in se stesso pluralità di persone pur essendo un unico Dio. Questo Dio trinitario crea l’uomo a sua immagine (a nostra immagine, dice la Scrittura3), ossia persona duale - uomo e donna - capace di pensare, parlare, amare, decidere, assumersi delle responsabilità. Reso capace di entrare in relazione di familiarità e di amicizia perfino con Dio stesso, in un modo che trascende la sua capacità naturale, che gli è divenuto possibile giacché Dio gliene ha fatto dono, adottandolo come figlio nel Figlio.Questo Dio è Amore in tutta l’estensione del termine: eros, agape, philia (DCE, 2 e passim). 

Così ci ha amato e ci ama Dio
Nella terza anta vediamo due celebri profeti dell’Antico Testamento, Ezechiele ed Osea, che sono fra quelli che meglio ci hanno parlato di come Dio ha amato il suo popolo ed ama ciascuno di noi: come un innamorato, appassionatamente! “Il rapporto di Dio con Israele viene illustrato mediante le metafore del fidanzamento e del matrimonio… La storia d’amore di Dio con Israele consiste, in profondità, nel fatto che Egli dona la Torah, apre cioè gli occhi a Israele sulla vera natura dell’uomo e gli indica la strada del vero umanesimo. Tale storia consiste nel fatto che l’uomo, vivendo la fedeltà all’unico Dio, sperimenta se stesso come colui che è amato da Dio e scopre la gioia nella verità, nella giustizia”… così che può esclamare: “il mio bene è stare vicino a Dio” (DCE, 9). 

Gesù dal costato trafitto
La quarta anta rappresenta la scena evangelica della “TraNsfissione”4. Qualcuno ha affermato che si tratta della più bella immagine del Sacro Cuore. Dice il Papa: “Guardando al fianco squarciato di Cristo, comprendiamo il punto di partenza di questa lettera enciclica: Dio è amore5. Ed è partendo da lì che possiamo definire cos’è amore” (DCE, 12). Già, che cos’è amore? Il Papa non lo dice esplicitamente, ma il riferimento a quanto accadde subito dopo la morte in croce di Gesù, ci consente di formulare una risposta semplice ma densa di significato e ricca di vibrazioni esistenziali. Amore è un Cuore di carne aperto, è una ferita, è un essere con gli altri e per gli altri. 

La Chiesa
è carità, amore fattivo
La quinta anta è divisa in due sezioni. Nella prima possiamo osservare un qualsiasi tempio. Può trattarsi della nostra parrocchia o di un’altra chiesa che ci è cara. È domenica mattina, vediamo i fedeli che si affrettano su per i gradini ed entrano per la messa. Nella seconda sezione scorgiamo gli uffici parrocchiali e, fra questi, anche quelli della Caritas o di altra agenzia caritativa. Il S. Padre cita S. Agostino: “Se vedi la carità, vedi la Trinità” e continua: “Nelle riflessioni che precedono, abbiamo potuto fissare il nostro sguardo sul Trafitto6, riconoscendo il disegno del Padre che, mosso dall’amore, ha inviato il Figlio unigenito nel mondo per redimere l’uomo. Morendo sulla croce, Gesù…’emise lo spirito’, preludio di quel dono dello Spirito Santo che Egli avrebbe realizzato dopo la risurrezione. Si sarebbe attuata così la promessa dei fiumi di acqua viva che, grazie all’effusione dello Spirito, sarebbero sgorgati dal cuore dei credenti. Lo Spirito infatti è quella potenza interiore che armonizza il loro cuore col cuore di Cristo e li muove ad amare i fratelli come li ha amati Lui” (DCE, 19).La carità dunque è il compito dei singoli fedeli, ma anche della Chiesa come comunità credente. La carità, che è spirituale e materiale e concorre al bene integrale dell’uomo. Ne tratta la seconda parte dell’enciclicache meriterebbe un discorso a parte. Ci basti per ora l’aver additato alcuni punti nodali che, speriamo, stimolino e sostengano la nostra lettura e meditazione personale e comunitaria della Deus caritas est offerta da Benedetto XVI alla chiesa in questo ancora incipiente III millennio dell’era cristiana in un mondo pluralista, globale e confuso; ma assetato di giustizia, di verità, di pace autentica. In una parola, di Amore.
1 Novissimo dizionario della lingua italiana, Loescher, Torino 1986.
2 DCE
3 Cfr. Gn 1,26 sg
4 v. Gv 19,31-37
5 1 Gv 4,8
6 È la seconda volta che l’enciclica fa riferimento esplicito al principale fondamento biblico della spiritualitàdel Cuore di Gesù, tanto cara all’Apostolato della Preghiera (Nota dell’editorialista).


Telefono e Fax: 0721/96582 - E-mail: sangiovanniapostolo@libero.it