Incontro di preghiera e catechesi dicembre 2007

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

PARROCCHIA SAN GIOVANNI Ap. Marotta di Fano
INCONTRO DI PREGHIERA E CATECHESI
GRUPPO  “PADRE PIO” 
23 DICEMBRE 2007  

E  IL  VERBO  SI  FECE  CARNE  

  

IN PRINCIPIO ERA  IL VERBO, IL VERBO ERA PRESSO DIO, IL VERBO ERA DIO, TUTTO E’ STATO FATTO PER MEZZO DI LUI E SENZA DI LUI NIENTE E’ STATO FATTO DI TUTTO CIO’ CHE ESISTE .


*****************
   

*Esposizione del SS. Sacramento
  

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
            

Credo, mio Dio, di essere dinnanzi a te che mi guardi e ascolti le mie preghiere. Tu sei tanto grande  e tanto  santo: io ti adoro, tu mi hai dato tutto: io ti ringrazio.Tu sei tanto misericordioso: io ti domando tutte le grazie che vedi utili per me.
 

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinisiimo Sacramento.
  

*TEMA DELLA CATECHESI
 

Dal Libro del Profeta Geremia 15,16.
 
      “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti”. 
           

         La fede cristiana non è una religione del Libro, ma della Prola di Dio, che non è una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e Vivente (Bernardo di Chiaravalle).
     Questa Parola per noi cristiani si è fatta carne, si  è fatta cibo.  

Come il cibo prima è delizia al palato (il gusto ci manifesta già la bontà del alimento che stiamo prendendo), così è della Parola ascoltata, letta, per il palato spirituale, per l’anima, per la persona, pone quel gusto di bontà, ci fa conoscere subito quanto è dolce e quanto è buono il Signore.

Come per il cibo materiale così per la Parola non è solo per il gusto del palato che si assume un alimento, ma è assunto ed è assimilato per la vita.
 Come la vita umana ha bisogno di cibo, e il cibo concorre per la vita, così la vita cristiana ha bisogno di cibo che sostenti quel dono che Dio ha fatto all’uomo della sua vita divina nel Battesimo, questo cibo è la Parola. 

Il cristiano  è fatto dalla Parola-creativa “Dio disse facciamo l’uomo”
                   
                  è ri-fatto alla Parola-redentiva “Ecco io vengo per fare la tua volontà”
                    
                  è fatto continuamente  di Parola-grazia. “Senza di me non potete fare mulla”
 


   Viviamo come cristiani se ci alimentiamo della Parola di Dio, quella Parola ci ha fatti e ci fa incessantemente e mentre cresciamo per Essa e di Essa, in età sapienza e grazia, Essa cresce con noi, cresce la sua comprensione, scopriamo La sua profondità. La sua altezza, La sua ampiezza, “le parole divine crescono insieme con chi le legge”
(San Gregorio Magno).

 
     Tutto questo è possibile perché la Parola non è una parola scritta e muta ma viva, è Persona la terza Persona della SS. Trinità, il Figlio, Verbo eterno del Padre. Con L’Incarnazione il Figlio diventa per noi cibo di vita eterna che si offre a noi tramite la Chiesa nella Scrittura e nell’Eucaristia. 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica 



104 Nella Sacra Scrittura, la Chiesa trova incessantemente il suo nutrimento e il suo vigore; infatti attraverso la divina Scrittura essa non accoglie soltanto una parola umana, ma quello che è realmente: la Parola di Dio (1Ts 2,13). “Nei Libri Sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 21].
 

133 La Chiesa “esorta con forza e insistenza tutti i fedeli… ad apprendere “la sublime scienza di Gesù Cristo” ( Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. “L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” (San Girolamo)” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 21].
  

Dal Compendio 


19. Come leggere la Sacra Scrittura?
La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l’aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del Magistero della Chiesa, secondo tre criteri:
1)attenzione al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura;
2)lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa;
3) rispetto dell’analogia della fede, cioè della coesione delle verità della fede tra di loro. 

20. Che cos’è il cànone delle Scritture?
Il cànone delle Scritture è l’elenco completo degli scritti sacri, che la Tradizione Apostolica ha fatto discernere alla Chiesa. Tale cànone comprende 46 scritti dell’ Antico Testamento e 27 del Nuovo.   

*ROSARIO:
   Preghiamo perché tutti i cristiani leggano di più la Sacra Scrittura e come Maria la conservino e la meditino nel loro cuore
    

PREGHIERA PER IL PAPA
           
O Gesù, Re e Signore della Chiesa: rinnovo alla tua presenza la mia adesione incondizionata al tuo Vicario sulla terra, il Papa. In lui ci hai voluto mostrare il cammino sicuro e certo che dobbiamo seguire in mezzo al disorientamento, all’inquietudine e allo sgomento. Credo fermamente che per mezzo suo tu governi, istruisci e santifichi, e sotto il suo vincastro formiamo la vera Chiesa: una, santa, cattolica, ed apostolica. Concedimi la grazia di amare, di vivere e di diffondere come figlio fedele i suoi insegnamenti. Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza, fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità. Placa i venti erosivi dell’infedeltà e della disobbedienza, e concedi che, attorno a lui, la tua Chiesa si conservi unita, ferma nel credere e nell’operare e sia così lo strumento della tua redenzione. AMEN.
 

ALLA MADRE DI DIO
O Santa Madre di Dio, la Tua anima è vicina al Trono dell’Altissimo, il Tuo sguardo riposa in terra, e con la grazia concessa dal cielo ci doni innumerevoli miracoli. Rivolgi ora il Tuo occhi pieni di misericordia verso noi peccatori, che trascorriamo i nostri giorni nella tristezza, nelle malattie, nelle tentazioni, nei peccati. Consola noi disperati, cura le nostre terribili malattie  causate dei nostri peccati, liberaci da tanti guai e cadute, prega il nostro Signore Gesù Cristo che ci perdoni tutti i nostri peccati, tutte le nostre mancanze che abbiamo commesso dal tempo della nostra infanzia fino ad oggi. E ricevendo la grazia divina e la grande misericordia glorifichiamo nella Santissima Trinità un unico Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.  

*VESPRI
 
*BENEDIZIONE EUCARISTICA 
*SANTA MESSA.

Incontro di preghiera novembre 2007

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

INCONTRO DI PREGHIERA E CATECHESIGRUPPO PADRE PIO
23 NOVEMBRE 2007 
La tua parola è
lampada ai miei passi
luce sul mio cammino

Canto di esposizione del SS. Sacramento.  

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
 


           
Credo, mio Dio, di essere dinnanzi a te che mi guardi e ascolti le mie preghiere. Tu sei tanto grande  e tanto  santo: io ti adoro, tu mi hai dato tutto: io ti ringrazio.Tu sei tanto misericordioso: io ti domando tutte le grazie che vedi utili per me.


 
Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinisiimo Sacramento. 

Diciamo col Profeta:
      Parla Signore che il tuo servo ti ascolta

Siamo davanti a te……

Tu sei grande e santo……

Tu ci  hai dato tutto…….

Noi siamo tuoi…

Per fare la tua volontà….

 Canto:   Santo, Santo, Santo il Signore……….  

Lettura della Parola di Dio.
 Dalla Lettera ai Colossesi di S. Paolo 1,23           
“Rimanete fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel Vangelo che avete ascoltato, il quale è sato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo” .
             

Introduzione alla Preghiera e al tema di catechesi.  

San Paolo invita i cristiani a rimanere saldi al Vangelo che gli è stato insegnato dalla Chiesa attraverso gli Apostoli e i loro successori. Vangelo che la Chiesa ha annunciato in tutto il mondo ed è lo stesso ovunque, non diverso a seconda della gente o dei momenti o delle occasioni, ma l’unico Vangelo che dona salvezza.

Anche noi dobbiamo stare attenti perché molti vengono a presentarci un Vangelo che non è quello della Chiesa e così tentano di allontanarci da quella verità che solo salva.  La verità, per sua necessità, è una perché se ci fossero più verità nessuna sarebbe vera ma solo opinioni. La Chiesa annuncia la verità che Gesù, vero Dio, gli ha comandato di portare in tutto il mondo, noi l’abbiamo ricevuta e dobbiamo rimanervi saldi e fedeli.

Questa verità è contenuta nella Sacra Scrittura, la Bibbia alla quale dovremmo fare riferimento più spesso, con una lettura più frequente e così conoscere, amare e poter servire Dio in questa vita. La Sacra Scrittura è conservata dalla Chiesa perché la Chiesa ha ricevuto la Parola di Dio che poi è stata messa per scritto. Per cui non chiunque viene a noi  parla della Parola di Dio, della Scrittura, della Bibbia, avviene come con i truffatori che si fingono operatori del gas, o della luce e entrati in casa ci rapinano i beni, il Bene, la Verità, la Salvezza. Attenti! Non Ascoltateli!   Solo alla Chiesa Il Signore ha affidato il compito di annunciare il Vangelo di verità, perché alla Chiesa è stata affidata la Parola di Dio, che è lo stesso Gesù.

  
INVOCHIAMO IL SIGNORE.

Preghiamo insieme e prendiamo coscienza di essere davanti a Dio:

 

     Illumina, o Luce, questo tuo cieco che siede nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigi i suoi passi sulla via della pace, per la quale entrerò nel luogo del tabernacolo ammirabile fino alla casa del Signore, con canti di esultanza e di lode. Veramente la lode è la via per la quale entrerò presso di te, la via per la quale uscirò dal sentiero dell’errore, e ritornerò a te, vita, perché tu sei la vera via della vita.

     O Signore, chi è capace di comprendere tutta la ricchezza di una sola delle tue parole?

Molto più  è ciò che ci sfugge di quanto riusciamo a comprendere. Siamo proprio come gli assetati che bevono ad una fonte.

     Hai colorato la tua Parola di bellezze svariate, affinché noi che vogliamo scrutare possiamo contemplare ciò che ci sazia. Hai nascosto nella tua Parola tutti i tesori perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. La tua Parola è un albero di vita che da ogni parte ci porge frutti benedetti… Ti ringraziamo e ti lodiamo. Donaci piena disponibilità all’ascolto. (Sant’Efrem) 

ROSARIO MEDITATO.
 

CATECHESI Meditazione commento  ai
nn° 18. 11.12
 

Perché la Sacra Scrittura insegna la verità?
           
Perché Dio stesso è l’autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci. La fede cristiana, tuttavia, non è «una religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente» (san Bernardo di Chiaravalle).

Perché e in qual modo la Rivelazione divina va trasmessa?  
                                                                    
Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), cioè di Gesù Cristo. Per questo è necessario che Cristo sia annunciato a tutti gli uomini, secondo il suo stesso comando: «Andate e ammaestrate tutte le Nazioni» (Mt 28,19). È quanto si realizza con la Tradizione Apostolica.

Che cosa è la Tradizione Apostolica?
La Tradizione Apostolica è la trasmissione del messaggio di Cristo, compiuta, sin dalle origini del cristianesimo, mediante la predicazione, la testimonianza, le istituzioni, il culto, gli scritti ispirati. Gli Apostoli hanno trasmesso ai loro successori, i Vescovi, e, attraverso questi, a tutte le generazioni fino alla fine dei tempi, quanto hanno ricevuto da Cristo e appreso dallo Spirito Santo.

VESPRI - BENEDIZIONE -  EUCARISTICA

SANTA MESSA

INCONTRO DI PREGIERA OTTOBRE 2007

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

Matteo 23,8
           “.
uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli.” 

      E’ necessario mettersi alla scuola del Divin Maestro. La sua scuola ci richiede ascolto e interiorizzazione della sua parola. Questa scuola ci farà fare un esperienza forte di Dio che non è una nuova rivelazione ma essenziale conversione a Lui che è la Via la Verità e la Vita.
La sua scuola ci forma e ci conforma a Lui che dobbiamo testimoniare, annunciare, portare nel mondo. Siamo inviati agli uomini di oggi, con le necessità di oggi e con i mezzi di oggi.Tutti siamo formati e inviati, tutti in qualche modo siamo apostoli. Ma prima dobbiamo stare con Lui.“stare con Lui per poter andare nel mondo. La nostra vera forza è nutrirci della sua Parola e del suo Corpo, unirci alla sua offerta per noi, adorarlo presente nell’Eucaristia: prima di ogni attività e di ogni programma, infatti, deve esserci l’adorazione, che ci rende davvero liberi e ci dà i criteri per agire” (Nota dopo Verona n°5). 

Gesù,
celeste giardiniere, piantami Tu stesso nel Tuo giardino vivificante.

Gesù vera vite, legami a Te, come vigna selvatica.

Gesù, radice sempre verde, riempimi con la linfa della vita eterna.

Gesù, Dio del mio cuore, vieni e uniscimi a Te per sempre.


Marco 9,5
          “Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui”
 

       Con Gesù sulla santa montagna invitati a contemplare la Gloria di Dio. Egli è il Maestro che ci parla delle cose di Dio e ci introduce in esse. Ci introduce in Dio e ci fa vedere il suo Volto invisibile, inconoscibile.
La bellezza di Dio non ha paragoni su questa terra è unica. Solo Gesù la conosce, solo lui ce ne può parlare, solo lui la può manifestare perché lui stesso è quella bellezza: egli è Dio.Siamo chiamati alla santità “siate santi” ci intima Gesù e la santità è bellezza: è Dio. Gesù ci insegna come essere belli come essere santi. 

Gesù,
dammi un cuore umile e uno spirito contrito.

Gesù, rafforzami nella fede e nell’amore per Te.

Gesù, bagnami con le gocce della rugiada della tua misericordia.

Gesù, Dio del mio cuore, vieni e uniscimi a Te per sempre. 

Giovanni 13,13
              “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono“.
 

          
      Chiamiamo Gesù Maestro e diciamo bene perché egli lo è. Ma non secondo le modalità di questo mondo. Egli non insegna dopo aver appreso da altri, dalla scienza degli altri. Egli è il Maestro perché parla di Se, parla da Se, parla di Dio che nessuno altro ha mai visto ne conosciuto ma solo Lui il Figlio: egli è la Parola di Dio  

“in principio era la Parola…la Parola era Dio…la Parola si fece carne” è scritto nel vangelo di S.Giovanni.

Maestro è solo Gesù e noi cristiani siamo suoi discepoli e fratelli tra noi. Non possiamo fidarci e affidarci ad altri maestri che ci si propongono ma questi giudicarli alla luce dell’unico Maestro di Verità di Vita, la Via che ci conduce alla felicità piena e duratura. 

Gesù,
riscalda e infiamma il mio cuore freddo.

Gesù, aprimi anche i miei occhi spirituali.

Gesù, dirigi i miei deboli passi sulla via dei tuoi comandamenti.

Gesù, Dio del mio cuore, vieni e uniscimi a Te per sempre.       

        Gesù, mio dolce Maestro, io Ti amo tanto, aiutami ad essere come Tu mi vuoi. Sono tanto piccolo e tanto povero, ma Tu, Gesù, che sei il mio Maestro, puoi aiutarmi, devi aiutarmi a convertirmi. Voglio vivere sempre unito a Te, come il tralcio alla vite, e farti conoscere ed amare dai miei fratelli. Gesù, dolce Maestro, la tua bontà è immensa. Fà che si legga sul mio volto la gioia e la sicurezza di essere figlio di Dio. Quando Ti ricevo nel mio cuore donami la tua pace, fammi sentire che Tu sei con me per affrontare insieme la giornata che desidero vivere come un tuo dono. Gesù, mio dolce Maestro, ho bisogno della tua grazia per diventare sempre più simile a Te, ho bisogno del tuo amore per sconfiggere il mio egoismo. Voglio venire con Te in Paradiso e per ora riempi il mio cuore di questa nostalgia. Gesù, mio dolce Maestro, amami così povero come sono.  AMEN 

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO
DELLE OPERE DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Piazza

San Pietro
Sabato, 14 ottobre 2006

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

Con grande gioia vi incontro in questa Piazza, che nel 1999 e nel 2002 ha visto le memorabili celebrazioni di
beatificazione e di canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina. Oggi siete venuti numerosi in occasione del 50° anniversario di quella che costituisce una parte cospicua e integrante della sua opera: la Casa Sollievo della Sofferenza. Vi accolgo con affetto e rivolgo a ciascuno di voi il mio saluto cordiale: all’Arcivescovo Umberto D’Ambrosio, che ringrazio per le sue gentili parole; ai Frati Cappuccini del Santuario e della Provincia; ai dirigenti, ai medici, agli infermieri e al personale dell’Ospedale; ai membri dei Gruppi di Preghiera, provenienti da ogni parte d’Italia e anche da altri Paesi; e ai pellegrini della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Tutti insieme voi formate una grande famiglia spirituale, perché vi riconoscete figli di Padre Pio, un uomo semplice, un “povero Frate”, come diceva lui, al quale Dio ha affidato il perenne messaggio del suo Amore crocifisso per l’intera umanità.

Primi eredi della sua testimonianza siete voi, cari Frati Cappuccini, che custodite il Santuario di Santa Maria delle Grazie e la nuova grande chiesa intitolata a San Pio da Pietrelcina. Voi siete i principali animatori di quei luoghi di grazia, meta ogni anno di milioni di pellegrini. Spronati e sostenuti dall’esempio di Padre Pio e dalla sua intercessione, sforzatevi di essere voi stessi suoi imitatori per aiutare tutti a vivere una profonda esperienza spirituale, centrata sulla contemplazione di Cristo Crocifisso, rivelatore e mediatore dell’amore misericordioso del Padre celeste.

Dal cuore di Padre Pio, ardente di carità, ha preso origine la Casa Sollievo della Sofferenza, che già col suo nome manifesta l’idea ispiratrice da cui è sorta ed il programma che intende realizzare. Padre Pio volle chiamarla “casa” perché il malato, specialmente quello povero, si sentisse in essa a proprio agio, accolto in un clima familiare, e in questa casa egli potesse trovare “sollievo” alla sua sofferenza. Sollievo grazie a due forze convergenti: la preghiera e la scienza. Questa era l’idea del Fondatore, che va sempre tenuta ben presente e fatta propria da tutti coloro che operano nell’Ospedale. La fede in Dio e la ricerca scientifica cooperano al medesimo fine, che si può esprimere nel modo migliore con le parole di Gesù stesso: “perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Sì, Dio è vita, e vuole che l’uomo sia guarito da ogni male del corpo e dello spirito. Per questo Gesù si prese cura instancabilmente dei malati, preannunciando con la loro guarigione il Regno di Dio ormai vicino. Per lo stesso motivo la Chiesa, grazie ai carismi di tanti santi e sante, ha prolungato e diffuso nel corso dei secoli questo ministero profetico di Cristo, mediante innumerevoli iniziative nel campo della sanità e del servizio ai sofferenti.

Se la dimensione scientifica e tecnologica è propria dell’Ospedale, la preghiera invece si estende a tutta l’opera di Padre Pio. E’ l’elemento, per così dire, trasversale: l’anima di ogni iniziativa, la forza spirituale che muove tutto e tutto orienta secondo l’ordine della carità, che è ultimamente Dio stesso. Dio è amore. Perciò il binomio fondamentale che desidero riproporre alla vostra attenzione è quello che sta al centro della mia Enciclica: amore di Dio e amore del prossimo, preghiera e carità (cfr Deus caritas est, 16-18). Padre Pio è stato anzitutto un “uomo di Dio”. Fin da bambino, egli si è sentito chiamare da Lui e ha risposto “con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” (cfr Dt 6,5). Così l’amore divino ha potuto prendere possesso della sua umile persona e farne uno strumento eletto dei suoi disegni di salvezza. Sia lodato Dio, che in ogni tempo sceglie anime semplici e generose per compiere grandi cose (cfr Lc 1,48-49)! Tutto nella Chiesa viene da Dio, e senza di Lui nulla può reggersi. Le opere di Padre Pio offrono un esempio straordinario di questa verità: la Casa Sollievo si può ben definire un “miracolo”. Chi poteva umanamente pensare che accanto al piccolo convento di San Giovanni Rotondo sarebbe sorto uno degli Ospedali più grandi e più moderni del Meridione d’Italia? Chi, se non l’uomo di Dio, che guarda la realtà con gli occhi della fede e con una grande speranza, perché sa che a Dio nulla è impossibile?

Ecco perché la festa della Casa Sollievo della Sofferenza è al tempo stesso la festa dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, cioè di quella parte della sua opera che “bussa” continuamente al cuore di Dio, come un esercito di intercessori e di riparatori, per ottenere le grazie necessarie alla Chiesa e al mondo. Cari amici dei Gruppi di Preghiera, la vostra origine risale all’inverno del 1942, mentre la seconda guerra mondiale sconvolgeva l’Italia, l’Europa e il mondo. Il 17 febbraio di quell’anno il mio venerato Predecessore, Papa Pio XII, lanciò un appello al popolo cristiano perché molti si riunissero a pregare insieme per la pace. Padre Pio incitò i suoi figli spirituali a rispondere prontamente alla chiamata del Vicario di Cristo. Così nacquero i Gruppi di Preghiera, e come centro organizzativo ebbero proprio la Casa Sollievo della Sofferenza, che era ancora in costruzione. Un’immagine, questa, che rimane un simbolo eloquente: l’Opera di Padre di Pio come un grande “cantiere” animato dalla preghiera e destinato alla carità operosa. I Gruppi di Preghiera si sono diffusi nelle parrocchie, nei conventi, negli ospedali, ed oggi sono più di tremila sparsi in tutti i continenti. Voi, qui oggi, ne siete una folta rappresentanza! Quella originaria risposta data all’appello del Papa ha segnato per sempre il carattere della vostra “rete” spirituale: la vostra preghiera, come recita lo Statuto, è “con la Chiesa, per la Chiesa e nella Chiesa” (Proemio), da vivere sempre in adesione piena al Magistero, nell’obbedienza pronta al Papa e ai Vescovi, sotto la guida del presbitero nominato dal Vescovo. Sempre lo Statuto prescrive anche un impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la “carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio” (ibid.). Ecco nuovamente il binomio preghiera e carità, Dio e prossimo. Il Vangelo non consente scappatoie: chi si rivolge al Dio di Gesù Cristo viene spinto a servire i fratelli, e viceversa chi si dedica ai poveri vi scopre il misterioso volto di Dio.

Cari amici, il tempo è trascorso, ed è giunto il momento di concludere. Desidero lasciarvi il mio “grazie” sincero per il sostegno che mi date con la vostra preghiera. Il Signore vi ricompensi! Al tempo stesso, per la comunità di lavoro della Casa Sollievo della Sofferenza domando la speciale grazia di essere sempre fedele allo spirito e al progetto di Padre Pio. Affido questa preghiera alla celeste intercessione di Padre Pio e della Vergine Maria. Con questi sentimenti imparto di cuore a tutti voi e ai vostri cari la Benedizione Apostolica. 

© Copyright 2006 - Libreria Editrice Vaticana

Cosa dicono di PADRE PIO

Author : admin - Comments : Comments Off - Dicembre 28th, 2007 - RSS feed

Da L’OSSERVATORE ROMANO 12 Aprile 2002:

Concluso alla Pontifica Università Regina Apostolorum il convegno su Padre Pio
HA INSEGNATO IL LINGUAGGIO DEL CUORE E DELLA PREGHIERA
Un uomo umile e coraggioso, un frate obbediente sia al Signore che alla Chiesa e un presbitero che insegna ai suoi figli spirituali il linguaggio del cuore e della preghiera. Questo è il ritratto del beato Padre Pio da Pietrelcina che emerge dal convegno “Padre Pio: L’uomo, il cristiano, il santo” conclusosi mercoledì 10 aprile presso l’Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma.

(………………………..)

“Padre Pio aveva un forte bisogno di conforto morale e di compagnia sia spirituale che fisica - ha spiegato Padre Eusebio Notte (uno dei relatori al convegno n.d.a.). Egli insegnava che il peccato più grave non è quello di trasgredire la legge, bensì quello di tradire e di negare l’amore. Questa esigenza di amore è l’aspetto più umano e allo stesso tempo più santo del beato. Il suo amore incondizionato al Crocifisso e il coraggio di condividere con Gesù la sua passione è la più elevata espressione del legame che unisce l’uomo a Dio…”.

L’ARTICOLO COMPLETO è stato pubblicato sul numero di Venerdì 12 aprile 2002 dell’OSSERVATORE ROMANO

Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano

“Egli (Padre Pio n.d.a.) si immolava ogni giorno in unione con Gesù per la salvezza del mondo, non soltanto pregando ininterrottamente e facendo sacrifici continui, ma prendendo su di sé tutti i peccati che gli confessavano. Questo suo trovarsi faccia a faccia con il peccato, con tutte le miserie del mondo, ha costituito per lui un peso gravoso, immane, ma l’ha portato con grande amore ed eroica abnegazione abbandonandosi, come diceva, “al cuore di Gesù” e alla “misericordia” del Padre Celeste.
(Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, riportato in Padre Pio, un santo in mezzo a noi, supplemento di Famiglia Cristiana, n. 37 del 19/9/99, p. 120)

Padre Raniero Cantalamessa, cappuccino

“Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio - come un giorno “correva dietro” a Francesco d’Assisi - è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse, a salvarci, ma solo la santità. Che è poi, come dire: l’amore”.
(Padre Raniero Cantalamessa, riportato in Padre Pio, un santo in mezzo a noi, supplemento di Famiglia Cristiana, n. 37 del 19/9/99, p. 119))


Telefono e Fax: 0721/96582 - E-mail: sangiovanniapostolo@libero.it