Apostolato della Preghiera

 

 

 

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Che cosa è l’ADP? 

Per farci un idea chiara della portata e delle implicazioni, converrà incominciare col chiarire i termini della questione. Tutti sappiamo che cosa è l’ADP, ma il richiamare in maniera sintetica i tratti costitutivi non sarà inutile.

Attingiamo da una fonte sicura, gli Statuti dati da Paolo VI nel 1968. L’articolo 5 dice: “Nell’ambito di questa universale vocazione apostolica (quella che deriva dal Battesimo), l’Apostolato della Preghiera costituisce una unione di fedeli, i quali, mediante l’offerta quotidiana di se stessi, si uniscono al Sacrificio Eucaristico, in cui si attua continuamente l’opera della Redenzione; così, per l’unione vitale con Cristo, dalla quale dipende la fecondità dell’apostolato, cooperano alla salvezza del mondo”.

Interiorizziamo bene le espressioni chiave: unione dei fedeli – vocazione apostolica – offerta quotidiana – Sacrificio Eucaristico – unione vitale con Cristo – fecondità dell’apostolato – salvezza del mondo. Ce n’è per meditare per un bel po’!

Che cosa sono gli esercizi spirituali di S. Ignazio?

Incominciamo dalla fine: diciamo di S. Ignazio. Ci sono infatti tante cose che vengono presentate con l’etichetta generica di esercizi spirituali, come, per esempio, giornate di ritiro, giornate  o periodi di riflessione, a metà strada fra lo studio e l’informazione su temi spirituali o pastorali e spazi di preghiera personale. Tutte cose buone, ma che non sono gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio. Qui quando parliamo di Esercizi Spirituali vogliamo intendere l’ammirabile intreccio di metodo e di temi concatenati da una forte logica interna, che hanno come scopo di aiutare chiunque li intraprenda “ a vincere se stesso e ordinare la propria vita senza prendere decisioni in base ad alcun affetto disordinato” (cfr. il titolo del libro degli Esercizi composto dallo stesso S. Ignazio). Ripetiamo ora l’esercizio di interiorizzazione. Le espressioni chiave sono: vincere se stessi – ordinare la propria vita – decisioni “valide”. Parlando di decisioni traduciamo con l’aggettivo “valide”, l’indicazione formulata dall’Autore in negativo quando si riferisce al rischio di prendere decisioni sulla base di affetti disordinati, ossia istintivi, egoistici, viziati da pregiudizi o da ignoranza.

In che cosa si incontrano l’ADP e gli Esercizi Spirituali?

Benché nel titolo, molto sintetico, degli Esercizi Spirituali non sia detto esplicitamente, in realtà, come poi risulta da tutto il testo delle meditazioni proposte, l’ordinamento della propria vita che viene prospettato, anche se già solidamente fondato sul piano meramente antropologico, ha come presupposto la fede in Dio (cfr. il Principio e fondamento) e le decisioni valide auspicate sgorgano dalla meditazione dei misteri della vita di Gesù e da alcuni altri “esercizi” di forte originalità ignaziana anch’essi derivati dalla contemplazione della figura di Gesù e dai suoi atteggiamenti e comportamenti (cfr. p.e. la Contemplazione del Re divino e la conclusiva Contemplazione per ottenere l’amore). Tutto questo si riscontra perfettamente nel cuore stesso della spiritualità dell’ADP, che è in sostanza una maniera semplice (ossia, accessibile a tutti) ma estremamente solida per realizzare la propria vocazione a partire dall’unione vitale con Cristo. ADP e ES sono ambedue cammini di fede, cammini fortemente cristocentrici, che si completano e si aiutano a vicenda. L’esperienza degli Esercizi Spirituali conduce alla conversione, in senso specifico, quando occorre, o in senso largo quando la persona è già incamminata in uno stato di vita determinato ed in una condotta di vita adulta e matura. L’impegno nell’ADP per parte sua aiuta a perseverare in quello slancio apostolico, giorno per giorno, concretamente; e ciò esige una vita di fede nutrita dalla preghiera e dalla frequenza ai sacramenti, in particolare all’Eucaristia. L’ADP ci aiuta – in maniera semplice e chiara – a vivere quel Battesimo grazie al quale siamo stati radicalmente inseriti in Cristo e siamo divenuti suoi discepoli.

Nel mistero dell’amore.

Detto in altre parole, più belle, il punto d’incontro è l’amore. Un amore fatto di contemplazione, nello “stare con il Signore” (donde, fra l’altro, l’Ora Santa e in genere i tempi di adorazione eucaristica). Un amore fatto di servizio: con l’offerta generosa e sincera della propria vita,. Giorno per giorno; e in mille altri modi che sono alla portata di tutti: una visita agli ammalati o ai carcerati; una mano in parrocchia; la cura del proprio gruppetto di persone consegnando loro fedelmente, mese per mese, il Biglietto Mensile che contiene le grandi Intenzioni di preghiera che il Santo Padre e i nostri Vescovi ci affidano in maniera esplicita. Un amore fatto di benevolenza, di capacità di perdono, attivo e passivo, di promozione, spesse volte silenziosa ma non per questo meno effettiva, della pace e della giustizia a tutti i livelli.

Di MAX  TAGGI: “In tutto Amare e servire” in Il Messaggero del Sacro Cuore. Luglio Agosto 2005.

Preghiamo con la Chiesa

Intenzioni affidate all’Apostolato della Preghiera.

Cuore divino di Gesù, io tu offro per mezzo del cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

INTENZIONI DEL MESE

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