Don Enrico Secchiaroli nuovo parroco di San Giovanni Apostolo a Marotta

da Il Nuovo Amico

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Tanti fedeli, martedì 1 novembre, Festa di tutti i Santi, hanno accolto nella chiesa di San Giovanni Apostolo a Marotta il loro nuovo parroco, don Enrico Secchiaroli.

Il Vescovo Armando, nell’omelia della celebrazione eucaristica alla quale hanno preso parte autorità civili e militari, si è soffermato sull’importanza per il sacerdote di essere accanto al popolo per sostenerlo e farsi sostenere. “Innanzitutto – ha messo in evidenza il Vescovo rivolgendosi al nuovo parroco – vorrei augurare a don Enrico di essere accanto al popolo per incoraggiarlo, sostenerlo e farsi sostenere, ti auguro di vivere accanto e dentro la realtà di questo territorio per comprenderla, assumerla, amarla nella verità e sostenerla, far sentire la paternità e la vicinanza come presenza autorevole e discreta, comunicare la fede come scelta fondamentale di vita per dare serenità  a tutti coloro che sono nelle realtà ecclesiali, laici e presbiteri. Il popolo – ha proseguito il Vescovo – si aspetta il massimo da noi sacerdoti e il nostro compito autorevole, oltre la normale vita di comunità parrocchiale, è quello di intercettare i bisogni spirituali del nostro popolo e offrire risposte non banali. Alcune indicazioni di metodo: rimettersi dentro al mondo con passione, esercitare la sobrietà e la pazienza pastorale, chinarsi sempre con magnanimità sulle tante ferite del nostro mondo accettando l’umile missione del granello di senape e la gratuità assoluta nel porsi in rapporto alla trasmissione della fede. Don Enrico ti chiedo inoltre un po’ di profezia per camminare davanti al popolo per trascinarlo, in mezzo al popolo per condurlo e dietro per raccoglierlo”.

Il Vescovo ha sottolineato l’importanza della corresponsabilità del laicato e, in conclusione, ha citato le parole di Paolo VI nel Testamento Spirituale: “Vorrei comprendere la Chiesa nella sua storia, nel suo disegno divino, nel suo destino finale, nella sua complessa, totale, unitaria composizione, nella sua umana e imperfetta consistenza, nelle sue sciagure e nelle sue sofferenze, nelle debolezze e nelle miserie di tanti suoi figli, nei suoi aspetti meno simpatici e nel suo sforzo perenne di fedeltà, di amore, di perfezione e di carità, corpo mistico di Cristo”. “La zavorra della Chiesa – ha proseguito il Vescovo – non è la nave: la nave è quella gloriosa, nella quale lo Spirito Santo soffia potentemente per portare coloro che credono verso la Gerusalemme celeste, verso la gloria del Regno di Dio”.