LETTURE DELLE DOMENICHE DI AVVENTO

 

LE DOMENICHE DI AVVENTO 
ANNO  A
 

Le introduzioni alle Letture sono prese dal “Messalino festivo per l’assemblea” EDB. 1984 

Prima Domenica        
 
 Vigilante attesa del Signore che viene e discorso escatologico 

Isaia 2,1-5    
Una città di pace – Gerusalemme significa “città della pace”, ed è simbolo dell’umanità amata da Dio, alla continua ricerca di una pace non illusoria. Nonostatante le sue infedeltà, Dio la restaura con pazienza e bontà, anzi farà sorgere da lei la Parola che annuncerà la pace e la benevolenza di Dio verso gli uomini. Tutti gli uomini di buona volontà, che si impegnano per essere artefici della pace mondiale, sono cittadini di questa Gerusalemme.
 

Romani 13,11-14  
L’ora della vigilanza – In un mando che crede al progresso, anche la Chiesa ha il compito di avanzare. Essa va incontro al Cristo. Per il cristiano, sta proprio qui il senso della storia degli uomini e della propria storia. Gli occorre però tener aperti gli occhi, per saper leggere i segni del progresso in sé e attorno a sé. Il cristiano è un impaziente: vuole accelerare l’incontro con Cristo. Non può dormire, da quando Cristo ha vinto la morte e ha inaugurato il giorno. Il mondo non potrà ricevere la luce di Cristo se i cristiani sono uomini opachi, crepuscolari.
 

Matteo 24,37-44    
Dio ci chiama ogni giorno – Questo testo riflette l’atmosfera di febbrile attesa del ritorno di Cristo, che regnava al tempo dei primi cristiani. Mentre il mondo si lasciava andare, senza ideali e senza speranze, essi attendevano qualcosa che avrebbe dovuto essere immediato e definitivo. Sentivano quindi il bisogno di tenersi pronti. Ma Dio “viene” ogni giorno; è eterno e nello stesso tempo imprevedibile. Non si tratta però di essere tesi e inquieti come di fronte a un’improvvisa catastrofe, ma al contrario di essere attenti e concentrati; non per paura della morte, ma per non perdere l’occasione di essere sempre con Dio.
 

Orazione
O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli. Egli è Dio, e vive e regna. 

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Seconda Domenica     
 Preparazione della venuta e quindi invito alla conversione e penitenza 

Isaia 11,1-10 
La società perfetta – Isaia ci presenta l’immagine di una società perfetta: un popolo felice e santo, dove le vere esigenze di ogni individuo e quelle della collettività si realizzano concretamente e convivono in armonia. Al centro di queste esigenze sta la pace; la pace viene ottenuta e mantenuta con la giustizia, e la giustizia viene dall0 “spirito” di Dio che è l’amore. La società perfetta può sembrare un’utopia, ma Cristo l’ha sancita col proprio sangue, rifiutando di essere il Dio del tempio cioè a servizio esclusivo di una casta o di un popolo, e assumendo in pieno il dramma dell’umanità per trasformarla in “novità”, in una giustizia perfetta che gli uomini ritengono impossibile perché non sanno rinunciare al proprio “tempio” individualista e classista.
 

Romani 15,4-9
  Cristianesimo come “comunione Paolo, in questo passo, fa allusione a conflitti nella chiesa primitiva; e ripropone l’esempio e il comandamento di Cristo, d’essere uomini nuovi nell’amore. I cristiani d’ogni tempo hanno tradito la “comunione”. Eppure non c’è altro modo d’essere cristiani, se non testimoniando la benevolenza di Dio, vincendo qualsiasi barriera. Dio ha fatto comunione con gli uomini senza tradire la sua “personalità”; così per l’uomo è possibile amare tutti, pur lottando contro il male e restando fedeli alla verità.  
 

Matteo 3,1-12
  Un bagno di fuocoIl messia lungamente atteso sta per venire. Il Giordano, dove Giovanni battezza le folle, non è una piscina miracolosa. Sottomettersi al rito della purificazione senza desiderare il rinnovamento della propria vita e della propria comunità, è cosa senza senso. Né la tradizione né le opere basterebbero a giustificare il fariseo. Non vi può essere battesimo (vita nuova) senza cambiamento di mentalità. Il nostro battesimo – al quale dobbiamo continuamente sottoporci – ci deve rinnovare nello spirito di Dio e farci ardere del suo fuoco. 
 

Orazione
O Dio, grande e misericordioso, fa’ che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio, ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.  

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Terza Domenica     Ammonimenti e testimonianze di Giovanni Battista: preparate le vie al Signore che viene 

Isaia 35,1-6.8.10
Sento di passi avvicinarsi – E’ proprio Dio colui che deve venire? Guarda: la primavera rifiorisce, la guarigione è vicina, il coraggio sta tornando. L’uomo ritrova la sua libertà; gli esiliati tornano in patria; i fratelli che erano lontani si incontrano. Gli occhi del cieco si aprono; il sordo può sentire; il muto scioglie la sua lingua per alzare grida di gioia. Il nostro Dio ci viene incontro.
 

Giacomo 5,7-10
Un attesa piena di speranza – La terra d’inverno assume un aspetto desolato, in apparenza sterile; ma la neve nasconde il seme e lo ripara, la messe dunque è certa. Occorre la pazienza testarda del contadino che ragiona sul tempo e dà fiducia alla terra. Anche gli uomini talvolta hanno un aspetto squallido. Non fermiamoci alle apparenze. Invisibile ma attiva, la grazia del Cristo li lavora, li plasma dall’interno perché possano germogliare. Noi attendiamo il rinnovamento di tutte le cose: nostro, degli altri e del mondo. In pieno inverno, noi crediamo alla primavera.
 

Matteo 11,2-11
Un vangelo sconvolgente – Giovanni Battista è sconcertato: Gesù forse non è il messia che attendeva: non castiga ma guarisce; non condanna, anzi ridona la vita. Il precursore rischia di scandalizzarsi di fronte a tutto ciò. Gesù fa l’elogio di Giovanni, che è il culmine dell’AT; ma c’è qualcosa di più alto: il regno. Giovanni annuncia una speranza indefinita; Cristo è già “il regno di Dio in mezzo a noi”. Dio è imprevedibile: vorremmo spingerlo a difendere la nostra causa, ed egli si fa avvocato degli altri; vorremmo apparizioni strepitose, e Dio viene a noi nel silenzio.
 

Orazione
Guarda, o Padre, il tuo popolo, che attende con fede il Natale del Signore, e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per il nostro Signore. 

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Quarta Domenica   
 La fede di Maria madre del Signore, fede nell’incarnazione del Verbo di Dio 

Isaia 7,10-14
Dio tra noi – La comunità d’Israele è scoraggiata. Da molto tempo ha chiesto a Dio d’intervenire, e lui non fa niente per migliorare la situazione. Il re Acaz, che dispera dell’aiuto divino, cerca di stringere alleanze con i popoli vicini. Ma il profeta sa che Dio interverrà, e preannuncia tale intervento con un “segno” sconcertante: la debolezza di un bambino, segno di Dio fra gli uomini.
 

Romani 1,1-7
Il vangelo di Paolo – Paolo, in poche frasi che sono un capolavoro di teologia cristiana, presenta il “mistero” del Cristo in due tempi successivi. Prima l’uomo Gesù, figlio di David, povero e sprovveduto, con alle spalle degli antenati come ogni altro uomo. Poi il risorto,Figlio di Dio, la cui vita è ormai sovrumana, potenza stessa di Dio. Tutti noi (“diletti da Dio”) e ciascuno di noi (“servo di Cristo”), rientriamo in questo progetto del Padre che si chiama Gesù Cristo, per essere santi e annunciare al mondo la fede. La chiesa e ogni cristiano ripetono in sé la storia di Cristo.
 

Matteo 1,18-24
La collaborazione degli uomini – Dio chiama anche Giuseppe a collaborare, nell’incarnazione del Figlio, col compito di inserire legalmente Gesù nella famiglia di Davide, secondo la promessa di Natan (2Sam 7,12). L’incarnazione avviene con la collaborazione degli uomini. Al contrario del re Acaz, Giuseppe accetta il segno del bambino nato dalla Vergine, a dispetto di ogni paura e di ogni scrupolo. E noi, in che modo collaboreremo alla nascita di Cristo nel mondo di oggi?
 

Orazione
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu, che all’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore.

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