LINEAMENTA CAPITOLO 2°

Capitolo II

La Parola
di Dio nella vita della Chiesa

Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Is 55,11).

La Chiesa
nasce e vive della Parola di Dio

18.. La Chiesa confessa di essere continuamente chiamata e generata dalla Parola di Dio. Perciò per poterla proclamare con amore e vigore, si mette per prima e costantemente “in religioso ascolto
63 di essa, ne sorpresa e intimamente colpita, con fede umile e fiduciosa l’accoglie, imitando Maria, che ascolta e pratica la Parola (cf. Lc 1,38), e che perciò il Signore ha posta a modello della Chiesa.
In questa prospettiva di adesione alla Parola, la comunità cristiana incontra la Sacra Scrittura. “Nei Libri Sacri infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli e discorre con essi”.64 La Scrittura sta quindi nel cuore e nelle mani della Chiesa come la “Lettera che Dio ha inviato agli uomini”,65 libro di vita, oggetto di profonda venerazione, analogamente al Corpo stesso di Cristo.66 In essa scopre qual è il piano di Dio su di sé, sul mondo degli uomini e delle cose. Perciò, “insieme con la Sacra Tradizione, la considera come la regola suprema della propria fede”, la proclama con vigore e la incontra come “cibo dell’anima e sorgente di vita spirituale”.67 Dalla Chiesa il cristiano riceve la Bibbia, con la Chiesa la legge e ne condivide lo spirito e gli obiettivi, mirando così allo scopo supremo di ogni incontro con la Parola, come Gesù ci ha insegnato: il compimento della volontà di Dio in una vita di fede, di speranza, di carità nella sequela del Maestro (cf. Lc 8,19-21).

La Parola
di Dio sorregge la Chiesa lungo tutta la sua storia

19. un dato costante nella vita del popolo di Dio attingere forza dalla Parola: da quando il profeta parlava al suo popolo, Gesù alla folla e ai discepoli, gli apostoli alla prima comunità, fino ai nostri giorni. Va perciò attentamente studiato come la presenza della Parola, soprattutto nell’attestazione della Bibbia, caratterizzi le diverse epoche nel mondo biblico e nella storia della Chiesa.
Così nel tempo dei Padri, la Scrittura è al centro come sorgente donde attingere teologia, spiritualità, vita pastorale. I Padri sono i maestri insuperabili di quella lettura ‘spirituale’ della Scrittura che, quando è genuina, non è distruzione della ‘lettera’, cioè del sano senso storico, ma è capacità di leggere nello Spirito anche la lettera. Nel Medio Evo la Sacra Pagina costituisce la base della riflessione teologica; per bene incontrarla si elabora la dottrina dei quattro sensi (lettera, allegoria, tropologia, anagogia);68 secondo l’eredità antica la Lectio Divina costituisce la forma monastica della preghiera; fa da fonte dell’ispirazione artistica; si trasmette al popolo nelle tante forme della predicazione e della pietà popolare.69 Nell’età moderna, l’insorgere dello spirito critico, il progresso scientifico, la divisione tra i cristiani e il conseguente impegno ecumenico, stimolano, non senza difficoltà e contrasti, una più corretta metodologia di approccio ed insieme una migliore comprensione del mistero della Scrittura nel seno della Tradizione. Nell’epoca contemporanea, abbiamo il progetto di rinnovamento basato sulla centralità della Parola di Dio, di cui grande artefice è stato il Concilio Vaticano II.Assieme ad una pluralità storica di forme, dobbiamo parlare anche di una pluralità geografica. La Parola di Dio, grazie in particolare ad un continuo contatto con la Bibbia, si diffonde ed evangelizza le diverse Chiese particolari nei cinque continenti, in esse si incultura progressivamente, diventando anima vivificante della fede di tanti popoli, fondamentale fattore di comunione nella Chiesa, testimonianza della inesauribile ricchezza del suo mistero, permanente fonte di ispirazione e trasformazione delle culture e della società.

La Parola
di Dio permea ed anima, nella potenza dello Spirito Santo, tutta la vita della Chiesa

20. Lo Spirito Santo, che guida la Chiesa alla verità tutta intera (cf. Gv 16,13), fa comprendere il vero senso della Parola di Dio, portando finalmente all’incontro svelato con il Verbo stesso, il Figlio di Dio, Gesù di Nazareth, Rivelatore del Padre. Lo Spirito l’anima e l’esegeta della Sacra Scrittura, che Parola di Dio messa per iscritto sotto la sua ispirazione. Perciò la Sacra Scrittura va “letta e interpretata con l’aiuto dello stesso Spirito con il quale stata scritta”.
70 La Chiesa, guidata dallo Spirito, cerca di “raggiungere una intelligenza sempre pi profonda delle sacre Scritture”71 per nutrire i suoi figli, avvalendosi in particolare dello studio dei Padri di Oriente e di Occidente, della ricerca esegetica e teologica, della vita dei testimoni e dei santi.
Preziosa al riguardo è la linea tracciata nell’Introduzione al Lezionario, dove si afferma: “Perché la parola di Dio operi davvero nei cuori ciò che fa risuonare negli orecchi, si richiede l’azione dello Spirito Santo; sotto la sua ispirazione e con il suo aiuto la parola di Dio diventa fondamento dell’azione liturgica, norma e sostegno di tutta la vita. L’azione dello stesso Spirito Santo non solo previene, accompagna e prosegue tutta l’azione liturgica, ma a ciascuno suggerisce nel cuore (cf. Gv 14,15-17.25-26;15,26-16,15) tutto ciò, che nella proclamazione della parola di Dio viene detto per l’intera assemblea dei fedeli, e mentre rinsalda l’unità di tutti, favorisce anche la diversità dei carismi e ne valorizza la molteplice azione”.72 La comunità cristiana, quindi, si costruisce ogni giorno lasciandosi guidare dalla Parola di Dio, sotto l’azione dello Spirito Santo, accogliendo il dono di illuminazione, di conversione e di consolazione che lo Spirito comunica tramite la Parola. Infatti “tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza” (Rm 15,4).Diventa compito primario della Chiesa aiutare i fedeli a comprendere cosa significhi incontrare la Parola di Dio sotto la guida dello Spirito, come in particolare ciò avvenga nella lettura spirituale della Bibbia, in che senso Bibbia, Tradizione e Magistero siano dallo Spirito interiormente unificati, quale atteggiamento si richiede al credente lui stesso guidato dallo Spirito Santo ricevuto nel Battesimo e nei diversi sacramenti. Afferma Pietro Damasceno: “Colui che ha esperienza del senso spirituale delle Scritture sa che il senso della più semplice parola della Scrittura e di quella più eccezionalmente sapiente sono una cosa sola e hanno di mira la salvezza dell’uomo”.73

La
Chiesa si alimenta della Parola in vari modi

21. “È necessario che la predicazione ecclesiastica come la stessa religione cristiana sia nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura”.
74 L’augurio, sostenuto dalla preghiera, da parte di Paolo “perch la parola del Signore si diffonda e sia glorificata” (2Tess 3,1) si sta realizzando, con modalità diverse, nei diversi ambiti ed espressioni di vita della Chiesa. È un processo che chiede l’attenzione della fede, dedizione apostolica, cura pastorale intelligente, creativa e continua, imparando anche dall’esperienza condivisa. Una pastorale biblica, o meglio una pastorale continuamente animata dalla Bibbia, è una richiesta che oggi si propone ad ogni comunità nella Chiesa.
In questa prospettiva di unità ed interazione, va riconosciuto e assecondato pienamente il dinamismo secondo cui la Parola di Dio ci incontra, dinamismo che sta alla base di tutta l’azione pastorale della Chiesa: la Parola annunciata ed ascoltata, chiede di farsi Parola celebrata tramite la Liturgia e la vita sacramentale della Chiesa, per entrare così a motivare una vita secondo la Parola, tramite l’esperienza della comunione, della carità e della missione.75

a – Nella liturgia e nella preghiera
22. “Nella liturgia, rito e parola siano intimamente connessi”.76 La Chiesa ha imparato a scoprire ed accogliere Dio che parla in particolare nella preghiera liturgica, oltre che nella preghiera personale e comunitaria. La Sacra Scrittura, infatti, una realtà liturgica e profetica: una proclamazione e una testimonianza dello Spirito Santo sull’evento Cristo pi che un libro scritto. Ci ha consentito una diffusione della conoscenza ed amore verso le Scritture. Ma il cammino da compiere per realizzare la lettera e lo spirito del Concilio Vaticano II a riguardo dell’uso della Parola nella liturgia costantemente in atto. Si richiede un sforzo di rinnovamento qualitativo e quantitativo, richiamando i fedeli e riflettendo con loro su certe indicazioni proposte dal Concilio. Si ricorda a questo proposito il dato fondamentale che “Cristo è presente nella sua parola, giacché è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura”.77 Sicché “massima è l’importanza della Sacra Scrittura nella celebrazione liturgica”.78 Ciò porta a porre attenzione privilegiata ad ogni forma di incontro con la Parola nell’azione liturgica: nell’Eucaristia (domenicale), nei sacramenti, nella predicazione omiletica, nell’anno liturgico, nella liturgia delle ore, nei sacramentali, nelle variegate forme della pietà popolare, nella catechesi mistagogica. Il primo posto spetta all’Eucaristia, in quanto “mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo”79 intimamente uniti, segnatamente nel Giorno del Signore: “Essa è il luogo privilegiato dove la comunione è costantemente annunciata e coltivata”.80 Si tenga conto che per tantissimi cristiani la Messa domenicale, che è il momento principale d’incontro con la parola di Dio, rimane fino ad oggi l’unico punto di contatto con la Parola. Di qui dovrebbe nascere una vera passione pastorale per celebrare e vivere con autenticità e gioia l’incontro con la Parola nell’Eucaristia domenicale.Concretamente, si curerà massimamente la liturgia della Parola, nell’Eucaristia anzitutto ed in ogni altro sacramento, con la proclamazione chiara e comprensibile dei testi, con l’omelia che della Parola si fa risonanza limpida e incoraggiante, aiutando a interpretare gli eventi della vita e della storia alla luce della fede, con la preghiera dei fedeli che sia risposta di lode, di grazie e di domanda a Dio che ci ha parlato. Specifica attenzione richiede l’Ordo Lectionum Missæ,81come pure la preghiera del Divino Ufficio. Oggi è diventato indispensabile riflettere sul modo di rendere pastoralmente più adeguati e, quindi, più accessibili ai fedeli, questi eccellenti canali della Parola di Dio.

b – Nell’evangelizzazione e nella catechesi
23. “Anche il ministero della Parola, cioè la predicazione pastorale, la catechesi e ogni tipo di istruzione cristiana, nella quale l’omelia liturgica deve avere un posto privilegiato, si nutre con profitto e santamente vigoreggia con la parola della Scrittura”.82 Giovanni Paolo II ha affermato che “l’opera dell’evangelizzazione e della catechesi si sta rivitalizzando proprio nell’attenzione della Parola di Dio”.83 uno dei frutti pi vistosi del Concilio Vaticano II. La strada va continuata, estesa e qualificata, rinnovando delle certezze e offrendo dei servizi. La Chiesa, infatti, sa che ricevendo in dono la Parola di Dio come suo maggior tesoro, assume anche quello che il suo massimo compito: ridonarla a tutti.84 Merita qui ricordare, in modo esemplificativo, alcuni aspetti del ministero della Parola, sintetizzato in primo annuncio e catechesi, sia nel percorso dell’anno liturgico, sia nel cammino di iniziazione cristiana, sia nella formazione permanente.85A questo scopo vanno tenute presenti le forme di comunicazione della Parola ed insieme le esigenze sempre nuove dei fedeli nelle diverse età e condizioni spirituali, culturali e sociali, così come indicano il Direttorio Generale per la Catechesi e i Direttori catechistici delle diverse Chiese locali.86 In questo contesto particolare va data attenzione alla retta illuminazione, purificazione e valorizzazione della religiosità popolare tramite la Parola di Dio, da cui sovente essa attinge. Vanno in particolare valorizzate tutte le mediazioni della Parola presenti nella Chiesa e in parte già nominate: Lezionari, Liturgia delle Ore, Catechismi, celebrazioni della Parola ecc. Un ruolo importante nell’evangelizzazione riveste l’incontro diretto con la Sacra Scrittura. Esso è un obiettivo primario: “La catechesi, in concreto, deve essere un’autentica introduzione alla ‘lectio divina’, cioè alla lettura della Sacra Scrittura fatta ‘secondo lo Spirito’ che abita nella Chiesa”,87 ed insieme un contenuto centrale: la catechesi “deve imbeversi e permearsi del pensiero, dello spirito e degli atteggiamenti biblici ed evangelici mediante un contatto assiduo con i testi medesimi”.88Per il suo rilievo particolarmente culturale va valorizzato l’insegnamento della Bibbia nella scuola e segnatamente nell’insegnamento della religione. Un ruolo specifico svolge il Catechismo della Chiesa Cattolica, come strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale, come una norma sicura per l’insegnamento della fede.89 Non intende sostituire la catechesi biblica, ma integrarla nella più completa visione della Chiesa.La Parola di Dio va comunicata a tutti, anche a chi non sa leggere, e in particolare deve poter usufruire delle tante risorse della comunicazione di oggi. Per cui un efficace servizio della Parola di Dio richiede una valorizzazione competente, aggiornata e creativa dei diversi mezzi della comunicazione sociale.Dati i forti cambiamenti culturali e sociali avvenuti, diventa necessaria una catechesi che aiuti a spiegare le ‘pagine difficili’ della Bibbia, nell’ordine della storia, della scienza e del problema morale ed indicare la via di soluzione di certi modi di rappresentazione di Dio, dell’uomo e della donna, e dell’azione morale, specie nell’Antico Testamento.

c- Nella esegesi e nella teologia
24. “Sia dunque lo studio delle Sacre Pagine come l’anima della Sacra Teologia”.90 Indubbiamente i frutti raggiunti in questo ambito, a seguito del Concilio Vaticano II, ci fanno lodare il Signore per la grazia del suo Spirito di verità. D’altra parte, avendo la Parola di Dio piantato la sua tenda in mezzo a noi (cf. Gv 1,14), è indubbio che lo stesso Spirito ci spinge a meditare sui nuovi itinerari che essa intende compiere tra gli uomini del nostro tempo, invitandoci a raccogliere attese e sfide che l’umanità di oggi pone alla Parola.Espressi in maniera quanto mai esemplificativa, oggi emergono come punti rilevanti: l’impegno di esegeti e teologi in vista di studiare e spiegare le Scritture secondo il senso della Chiesa , interpretando e proponendo la Parola della Bibbia nel contesto della viva Tradizione e viceversa, valorizzando in ciò l’eredità dei Padri, confrontandosi con le indicazioni del Magistero, e aiutandolo con lealtà e intelligenza nel suo compito.91 In questo ambito è utile richiamare l’attenzione sulle prospettive delineate a suo tempo da Optatam Totius, a proposito dell’insegnamento della teologia e di riflesso della metodologia da approntare per formare teologicamente i pastori. Le prospettive ivi delineate attendono ancora di essere in buona parte attuate. Eppure la linea offerta, proprio a partire dai temi biblici, prospetta un itinerario che nel percorso della ricerca e dell’insegnamento può garantire una sintesi adeguata sia nei presbiteri, sia di riflesso nel popolo di Dio. Il recupero di tale indicazione conciliare costituirebbe un arricchimento della stessa Parola di Dio attualizzata nelle prospettive di docenza delle diverse discipline teologiche, e in costante dialettica costruttiva con l’auditus culturae.92Una specifica attenzione riguarda il rapporto della Rivelazione di Dio con il pensiero e la vita dell’uomo di oggi. In tale ottica si pone il compito di riflettere alla luce della Parola di Dio sulle attuali tendenze antropologiche, sul rapporto tra ragione e fede “come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità”,93 mediazioni dell’unica verità che viene da Dio; sul dialogo con le grandi religioni in vista di realizzare, in nome di Dio, un mondo più giusto e in pacificato.Dagli studiosi la comunità cristiana si aspetta che con zelo, mediante “appropriati sussidi” aiutino i ministri della divina Parola ad offrire al popolo di Dio “l’alimento delle Scritture, che illumini la mente, corrobori la volontà, accenda il cuore degli uomini all’amore di Dio”.94

d – Nella vita del credente
25. “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Gesù Cristo”.95 “È necessario che tutti conservino un contatto continuo con le Scritture, mediante la sacra lettura e lo studio accurato”.96 Con il progresso catechistico, quello spirituale costituisce uno degli aspetti più belli e promettenti della corsa della Parola di Dio nel suo popolo. Incontrare, pregare e vivere la Parola è la suprema vocazione del cristiano. “Ad essa i singoli e le comunità ricorrono ormai in larga misura”, attesta Giovanni Paolo II.97 Ma il numero deve poter crescere e la qualità dell’approccio corrispondere alle finalità della Parola secondo il servizio della Chiesa. Per una genuina spiritualità della Parola, va ricordato che “la lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo; poiché, quando preghiamo, parliamo con Lui; Lui ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini”.98 Conferma Sant’Agostino: “La tua preghiera è la tua parola rivolta a Dio. Quando leggi la Bibbia è Dio che ti parla; quando preghi sei tu che parli a Dio”.99 Ciò porta alla considerazione di alcuni aspetti da stimare prioritari e preferenziali.Anzitutto la Parola di Dio va incontrata con l’animo del povero, interiormente ed anche esteriormente, corrispondendo ciò pienamente al Verbo di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, che “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà (2Cor 8, 9), un modo di essere, dunque, basato sullo stesso modo di Gesù di ascoltare la Parola del Padre e di annunciarla a noi, con totale distacco dalle cose e sempre pronto ad evangelizzare i poveri (cf. Lc 4,18). “È motivo di gioia vedere la Bibbia presa in mano da gente umile e povera, che può fornire alla sua interpretazione e alla sua attualizzazione una luce più penetrante, dal punto di vista spirituale ed esistenziale, di quella che viene da una scienza sicura di se stessa”.100È da incoraggiare vivamente anzitutto quella pratica della Bibbia che risale alle origini cristiane e che ha accompagnato la Chiesa nella sua storia. Viene tradizionalmente chiamata Lectio Divina con i suoi vari momenti (lectio, meditatio, oratio, contemplatio).101 Ha la sua casa nell’esperienza monastica, ma oggi lo Spirito, tramite il Magistero, la propone al clero,102 alle comunità parrocchiali, nei movimenti ecclesiali, in famiglia e ai giovani.103 Scrive Giovanni Paolo II: “È necessario che l’ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell’antica e sempre valida tradizione della lectio divina, che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta e plasma l’esistenza”;104 “mediante l’utilizzo anche dei nuovi metodi, attentamente ponderati, al passo dei tempi”.105 In particolare, il Santo Padre Benedetto XVI invita i giovani “ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia come una bussola che indica la strada da seguire”.106 E a tutti ricorda: “L’assidua lettura della sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore”.107La novità della Lectio nel popolo di Dio richiede una formazione illuminata, paziente e continua, tra i presbiteri, le persone di vita consacrata e i laici, in modo da giungere ad una condivisione delle esperienze di Dio motivate dalla Parola ascoltata (collatio).108 La Parola di Dio deve essere la prima fonte che ispira la vita spirituale della comunità nelle varie pratiche, come esercizi spirituali, ritiri, devozioni ed esperienze religiose. Importante obiettivo (e criterio di autenticità) è maturare ciascuno ad una lettura personale della Parola in ottica sapienziale e in vista del discernimento cristiano della realtà, della capacità di rendere conto della speranza propria (cf. 1Pt 3,15) e della testimonianza della santità. Ricorda San Cipriano raccogliendo un pensiero condiviso dai Padri: “Attendi con assiduità alla preghiera e alla lectio divina. Quando preghi parli con Dio, quando leggi è Dio che parla con te”.109Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119,105). Il Signore, che ama la vita, con la sua Parola intende illuminare, guidare e confortare tutta la vita dei credenti in ogni circostanza, nel lavoro, nel tempo libero, nella sofferenza, negli impegni familiari e sociali ed in ogni vicenda lieta o triste, in modo che ognuno possa discernere ogni cosa e tenere ciò che è buono (cf. 1Tess 5,21), riconoscendo così la volontà di Dio e mettendola in pratica ( cf. Mt 7,21).

63 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 1.64 Ibidem, 21.65 S. Gregorius Magnus, Registrum Epistolarum V, 46, 35: CCL, CXL, 339.66 Cf. Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 21.67 Ibidem.68 Catechismus Catholicæ Ecclesiæ, 115-119. 69 Cf. Guigus II Prior Carthusiae, Scala claustralium sive tractatus de modo orandi: PL 184, 475-484.70 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 12.71 Ibidem, 23.72 Missale Romanum, Ordo Lectionum Missae. Editio typica altera: Prænotanda, 9.73 Petrus Damascenus, Liber II, vol. III, 159: La Filocalia, vol. 3º, Torino 1985, 253.74 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 21.75 Cf. Congregatio Pro Clericis, Directorium generale pro catechesi (15 augusti 1997), 47: Enchiridion Vaticanum 16, Bologna 1999, pp. 663-665.76 Conc. Œcum. Vat. II, Const. de Sacra Liturgia: Sacrosanctum Concilium, 35.77 Ibidem, 7.78 Ibidem, 24.79 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 21.80 Ioannes Paulus II, Litt. Ap. Novo Millennio Ineunte (6 ianuarii 2001), 36: AAS 93 (2001), 291.81 Cf. Missale Romanum, Ordo Lectionum Missæ: Editio typica altera: Prænotanda. 82 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 24.83 Ioannes Paulus II, Litt. Ap. Novo Millennio Ineunte (6 ianuarii 2001), 39: AAS 93 (2001), 293.84 Cf. CIC, can. 762.85 Cf. Congregatio Pro Clericis, Directorium generale pro catechesi (15 augusti 1997), pars I, c.II: Enchiridion Vaticanum 16, Bologna 1999, pp. 684-708.86 Si tenga presente, al riguardo, il documento della Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, Direttorio su pietà popolare e liturgia (9 aprilis 2002), nn. 87-89, che dedica spazio al rapporto dei pii esercizi con la Parola di Dio.87 Congregatio pro Clericis, Directorium generale pro catechesi (15 augusti 1997), 127: Enchiridion Vaticanum 16, Bologna 1999, p. 794.88 Ibidem.89 Cf. Ioannes Paulus II, Const. Apost. Fidei Depositum (11 octobris 1992), 4: AAS 86 (1994), 117.90 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 24; cf. Leo XIII, Litt. Enc. Providentissimus Deus (18 novembris 1893), Pars II, sub fine: ASS 26 (1893-94), 269-292; Benedictus XV, Litt. Enc. Spiritus Paraclitus (15 septembris 1920), Pars III: AAS 12 (1920), 385-422.91 Cf. Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 12; Decretum de activitate missionali Ecclesiæ Ad Gentes, 22.92 Cf. Conc. Œcum. Vat. II, Decretum de Institutione sacerdotali Optatam Totius, 16; CIC, can. 252; CCEO, can. 350.93 Ioannes Paulus II, Litt. Enc. Fides et Ratio (14 septembris 1998), Proœmium: AAS 91 (1999), 5.94 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 23.95 S. Hieronymus, Comm. in Is.; Prol.: PL 24,17.96 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 25.97 Ioannes Paulus II, Litt. Ap. Novo Millennio Ineunte (6 ianuarii 2001), 39: AAS 93 (2001), 293.98 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 25.99 S. Augustinus, Enarrat.. in Ps 85,7: CCL 39, 1177.

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