LINEAMENTA introduzione

Introduzione

Perché un Sinodo sulla Parola di Dio
Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, poiché la vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta” (1 Gv 1, 1-4).1. “In principio era il Verbo” (Gv 1,1). “La Parola del nostro Dio dura sempre”(Is 40,8). La Parola di Dio apre la storia con la creazione del mondo e dell’uomo: “Dio disse” (Gn 1,3.6 ss.), ne proclama il centro con l’incarnazione del Figlio, Gesù Cristo: “E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14), e la conclude con la promessa sicura nell’incontro con Lui in una vita senza fine: “Sì, verrò presto” (Ap 22,20).È la suprema certezza che Dio stesso, nel suo infinito amore, intende dare all’uomo di ogni tempo, facendone testimone il suo popolo. È questo mistero grande della Parola come supremo dono di Dio che il Sinodo intende adorare, ringraziare, meditare, annunciare alla Chiesa e a tutte le genti.2. L’uomo contemporaneo mostra in tante maniere di avere un bisogno grande di ascoltare Dio e di parlare con Lui. Oggi fra i cristiani si avverte un appassionato cammino verso la Parola di Dio come sorgente di vita e grazia di incontro dell’uomo con il Signore.Non sorprende, pertanto, che a tale apertura dell’uomo risponde Dio invisibile che “nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé”.1 Questa generosa rivelazione di Dio è un evento continuo di grazia.Riconosciamo in tutto ciò l’azione dello Spirito Santo, che attraverso la Parola intende rinnovare la vita e la missione della Chiesa, chiamandola ad una continua conversione e inviandola a portare l’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini, perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).3. La Parola di Dio ha il suo centro nella persona di Cristo Signore. Del mistero della Parola la Chiesa ha fatto una costante esperienza e riflessione lungo i secoli. “Cosa credete che sia la Scrittura se non la parola di Dio? Certo, sono molte le parole scritte dalla penna dei profeti; ma unico il Verbo di Dio, che sintetizza tutta la Scrittura. Questo Verbo unico, i fedeli lo hanno concepito come seme di Dio loro legittimo sposo e, generandolo con bocca feconda, l’hanno affidato a dei segni – le lettere – per farlo giungere fino a noi”.2Il Concilio Vaticano II, con la Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione Dei Verbum, compendia il Magistero solenne della Chiesa sulla Parola di Dio, esponendone la dottrina e indicandone la pratica. Essa, infatti, porta a compimento un lungo cammino di maturazione e di approfondimento, scandito dalle tre Encicliche Providentissimus Deus di Leone XIII, Spiritus Paraclitus di Benedetto XV, Divino Afflante Spiritu di Pio XII;3 cammino incrementato da una esegesi e teologia rinnovata, arricchito dall’esperienza spirituale dei fedeli, ed opportunamente richiamato nel Sinodo dei Vescovi del 19854 e nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Dopo il Concilio, il Magistero della Chiesa universale e locale ha promosso con insistenza l’incontro con la Parola, convinto che questa “recherà alla Chiesa una nuova primavera spirituale”.5L’Assemblea Sinodale si pone, dunque, dentro il grande respiro della Parola che Dio rivolge al suo popolo, in stretto legame con i precedenti Sinodi dei Vescovi (1965-2006), in quanto richiama il fondamento stesso della fede e mira ad attualizzare nel nostro tempo le grandi testimonianze di incontro con la Parola che troviamo nel mondo biblico (cf. Gs 24; Ne 8; At 2) e lungo la storia della Chiesa.4. Più specificamente, questo Sinodo, in continuità con il precedente, vuole mettere in luce l’intrinseco nesso tra l’Eucaristia e la Parola di Dio, giacché la Chiesa deve nutrirsi dell’unico “Pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo”.6 questa la motivazione profonda e insieme il fine primario del Sinodo: incontrare compiutamente la Parola di Dio in Gesù Signore, presente nella Scrittura e nell’Eucaristia. Afferma San Girolamo: “La carne del Signore vero cibo e il suo sangue vera bevanda; quello il vero bene che ci riservato nella vita presente, nutrirsi della sua carne e bere il suo sangue, non solo nell’Eucaristia, ma anche nella lettura della Sacra Scrittura. infatti vero cibo e vera bevanda la parola di Dio che si attinge dalla conoscenza delle Scritture”.7Ma prima di procedere, viene da chiedersi, a distanza di oltre 40 anni dal Vaticano II, quali frutti ha portato il documento conciliare Dei Verbum nelle nostre comunità, qual è stata la sua reale accoglienza. Indubbiamente, intorno alla Parola di Dio, sono stati raggiunti molti risultati positivi nel popolo di Dio, quali il rinnovamento biblico in ambito liturgico, teologico e catechistico, la diffusione e pratica del Libro Sacro tramite l’apostolato biblico e lo slancio di comunità e movimenti ecclesiali, la disponibilità crescente di strumenti e sussidi dell’odierna comunicazione. Ma altri aspetti rimangono ancora aperti e problematici. Gravi appaiono i fenomeni di ignoranza e incertezza sulla stessa dottrina della Rivelazione e della Parola di Dio; resta notevole il distacco di molti cristiani dalla Bibbia e permanente il rischio di un uso non corretto; senza la verità della Parola si fa insidioso il relativismo di pensiero e di vita. Si è fatta urgente la necessità di conoscere integralmente la fede della Chiesa sulla Parola di Dio, di allargare con metodi adatti, l’incontro con la Sacra Scrittura da parte di tutti i cristiani, e insieme di cogliere nuove vie che lo Spirito oggi suggerisce, perché la Parola di Dio, nelle sue varie manifestazioni, sia conosciuta, ascoltata, amata, approfondita e vissuta nella Chiesa, e così diventi Parola di verità e di amore per tutti gli uomini.5. Lo scopo di questo Sinodo è eminentemente pastorale: approfondendo le ragioni dottrinali e lasciandosi illuminare da esse, si intende estendere e rafforzare la pratica di incontro con la Parola come fonte di vita nei diversi ambiti dell’esperienza, proponendo per questo ai cristiani e ad ogni persona di buona volontà, vie giuste e agevoli per poter ascoltare Dio e parlare con Lui.Concretamente, il Sinodo si propone, tra i suoi obiettivi, di contribuire a chiarire quegli aspetti fondamentali della verità sulla Rivelazione, quali Parola di Dio, Tradizione, Bibbia, Magistero, che motivano e garantiscono un valido ed efficace cammino di fede; di accendere la stima e l’amore profondo per la Sacra Scrittura, facendo sì che “i fedeli abbiano largo accesso” ad essa;8 di rinnovare l’ascolto della Parola di Dio, nel momento liturgico e catechistico, segnatamente con l’esercizio della Lectio Divina, debitamente adattata alle varie circostanze; di offrire al mondo dei poveri una Parola di consolazione e di speranza.Questo Sinodo, quindi, vuole dare al popolo di Dio una Parola che sia pane; perciò mira a promuovere un corretto esercizio ermeneutico della Scrittura, bene orientando il necessario processo di evangelizzazione ed inculturazione; intende incoraggiare il dialogo ecumenico, strettamente vincolato all’ascolto della Parola di Dio; vuole favorire il confronto e il dialogo ebraico-cristiano,9 più ampiamente il dialogo interreligioso ed interculturale. Questi ed altri obiettivi il Sinodo intende realizzare, seguendo tre passaggi:– la Rivelazione, la Parola di Dio, la Chiesa (cap. 1°),
– la Parola di Dio nella vita della Chiesa (cap. 2°),
– la Parola di Dio nella missione della Chiesa (cap. 3°).
Ciò permetterà di unire insieme il momento fondativo e il momento operativo della Parola di Dio nella Chiesa.Questi Lineamenta non hanno, quindi, l’intento di esprimere tutte le motivazioni e applicazioni di incontro con la Parola di Dio, ma, alla luce del Vaticano II, accennare a quelle essenziali, sottolineando insieme il dato dottrinale e l’esperienza in atto, invitando ad apportare ulteriori e specifici contributi.

Domande
Introduzione
1. Quali ‘segni dei tempi’ nel proprio paese rendono urgente questo Sinodo sulla Parola di Dio? Che cosa si attende da esso?
2. Quale rapporto si può cogliere tra il Sinodo precedente sull’Eucaristia e l’attuale sulla Parola di Dio?3. Esistono tradizioni di esperienza biblica nella propria Chiesa particolare? Quali sono? Esistono gruppi biblici? Qual è la loro tipologia?

1 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 2.2 Rupertus Abbas Tuitiensis, De operibus Spiritus Sancti, I, 6: SC 131, 72-74.3 Cf. Leo XIII, Litt. Enc. Providentissimus Deus (18 novembris 1893): DS 1952 (3293); Benedictus XV, Litt. Enc. Spiritus Paraclitus (15 septembris 1920): AAS 12(1920), 385-422; Pius XII, Litt. Enc. Divino Afflante Spiritu (30 septembris 1943): AAS 35(1943), 297-325.4 Cf. Synodus Episcoporum, Relatio finalis Synodi episcoporum Exeunte coetu secundo: Ecclesia sub verbo Dei mysteria Christi celebrans pro salute mundi (7 decembris 1985): Enchiridion del Sinodo dei Vescovi, 1, Bologna 2005, 2733-2736.5 Benedictus XVI, Ad Conventum Internationalem La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa (16 septembris 2005): AAS 97 (2005), 957. Cf. Paulus VI, Epistula Apostolica Summi Dei Verbum (4 novembris 1963): AAS 55 (1963), 979-995; Ioannes Paulus II, Udienza Generale (22 maii 1985): L’Osservatore Romano (23 maii 1985), 6; Discorso sull’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (23 aprilis 1993): L’Osservatore Romano (25 aprilis 1993), 8-9; Benedictus XVI, Angelus (6 novembris 2005): L’Osservatore Romano (7-8 novembris 2005), 5.6 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 21.7 S. Hieronymus, Commentarius in Ecclesiasten, 313: CCL 72, 278.8 Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogmatica de Divina Revelatione Dei Verbum, 22.

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