LINEAMENTA prefazione

Prefazione
“La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4, 12).Tutta la storia della salvezza dimostra che la Parola di Dio è viva. Colui che prende l’iniziativa nel comunicarsi è Dio, sorgente della vita (cf. Lc 20, 38). La sua Parola è rivolta all’uomo, opera delle sue mani (cf. Gb 10, 3), creato proprio per essere capace di risponderGli entrando in comunicazione con il suo Creatore. Pertanto la Parola di Dio accompagna l’uomo dalla creazione fino alla fine del suo pellegrinaggio sulla terra. Essa si è manifestata in varietà di modi raggiungendo il culmine nel mistero dell’Incarnazione quando, per opera dello Spirito Santo, il Verbo, Dio presso Dio, si fece carne (cf. Gv 1, 1. 14). Gesù Cristo, morto e risorto, è “il Vivente” (Ap 1, 18), colui che ha parole di vita eterna (cf. Gv 6, 68).La Parola di Dio è anche tagliente. Essa illumina la vita dell’uomo, indicandogli il cammino da seguire in particolare per mezzo del Decalogo (cf. Es 20, 1-21), che Gesù ha sintetizzato nel comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo (cf. Mt 22, 37-40). Le Beatitudini (cf. Lc 6, 20-26) poi sono l’ideale della vita cristiana vissuta nell’ascolto della Parola di Dio che scruta i sentimenti dei cuori, inclinandoli verso il bene e purificandoli da ciò che è peccaminoso. Comunicandosi all’uomo peccatore che è però chiamato alla santità, Dio lo esorta a cambiare la cattiva condotta: “Convertitevi dalle vostre vie malvage e osservate i miei comandi e i miei decreti secondo ogni legge, che io ho imposta ai vostri padri e che ho fatto dire a voi per mezzo dei miei servi, i profeti” (2 Re 17, 13). Anche il Signore Gesù rivolge nel Vangelo l’invito “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 3, 2). Per la grazia dello Spirito Santo, la Parola di Dio tocca il cuore del peccatore pentito e lo riporta alla comunione con Dio nella sua Chiesa. La conversione di un peccatore è causa di grande gioia nel cielo (cf. Lc 15, 7). Nel nome del Signore risorto la Chiesa continua la missione di predicare “a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati” (Lc 24, 47). Essa stessa, docile alla Parola di Dio, intraprende il cammino di umiltà e di conversione per essere sempre più fedele a Gesù Cristo, suo Sposo e Signore e per annunciare, con più forza ed autenticità, la sua Buona Notizia.La Parola di Dio è poi efficace. Lo dimostrano le storie personali dei patriarchi e dei profeti come pure del popolo eletto dell’Antica e della Nuova Alleanza. In modo del tutto eccezionale lo testimonia Gesù Cristo, Parola di Dio che incarnandosi “venne da abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14). Egli continua ad annunciare il regno di Dio ed a guarire gli infermi (cf. Lc 9, 2) tramite la sua Chiesa. Essa compie tale opera di salvezza per mezzo della Parola e dei Sacramenti e, in modo particolare, dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, in cui per la grazia dello Spirito Santo le parole della consacrazione diventano efficaci, trasformando il pane nel Corpo e il vino nel Sangue del Signore Gesù (cf. Mt 26, 26-28; Mc 14, 22-23; Lc 22, 19-20). La Parola di Dio è pertanto sorgente della comunione tra l’uomo e Dio e tra gli uomini, amati dal Signore.Lo stretto nesso tra l’Eucaristia e la Parola di Dio ha pure orientato la scelta del tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, rafforzando il desiderio, presente da tempo, di dedicare la riflessione sinodale alla Parola di Dio. Pertanto, dopo il Sinodo dei Vescovi su L’Eucaristia sorgente e culmine della vita e della missione della Chiesa, che ha avuto luogo dal 2 al 23 ottobre 2005, sembrava logico concentrare l’attenzione sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, approfondendo ulteriormente il significato dell’unica mensa del Pane e della Parola. Tale tema riflette il desiderio prioritario delle Chiese particolari, fatto conoscere dai Vescovi, loro Pastori. Infatti, la scelta dell’argomento della prossima assise sinodale è stata fatta in modo collegiale. Secondo la prassi collaudata, il Santo Padre Benedetto XVI aveva incaricato la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi di consultare in merito tutto l’episcopato della Chiesa Cattolica. Dalle risposte pervenute dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, dalle Conferenze Episcopali, dai Dicasteri della Curia Romana e dall’Unione dei Superiori Generali è apparso come tema preferito la Parola di Dio, con diversità di sottolineature e notevole varietà di aspetti. L’abbondante materiale è stato analizzato dall’XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi che, in qualche modo, rappresenta l’intera assemblea. Infatti, 12 dei suoi membri sono stati scelti dai confratelli nel corso dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. In conformità a quanto prevede l’Ordo Synodi Episcoporum, altri 3 membri del Consiglio sono stati nominati da Sua Santità Benedetto XVI. Il risultato di una feconda discussione in seno al Consiglio Ordinario è stato sintetizzato in una terna di temi che l’Ecc.mo Mons. Segretario Generale ha sottomesso alla decisione del Sommo Pontefice.Il tema scelto dal Santo Padre, Presidente del Sinodo dei Vescovi, fu reso noto il 6 ottobre 2006. In seguito, il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale si è messo al lavoro per preparare i Lineamenta, documento che ha per finalità di presentare brevemente lo stato della questione sull’importante argomento della Parola di Dio, di indicare aspetti positivi nella vita e nella missione della Chiesa, non tacendo neppure alcuni aspetti problematici o perlomeno tali da essere approfonditi per il bene della Chiesa e della sua vita nel mondo. A questo scopo, i Lineamenta si riferiscono abbondantemente alla Costituzione Dogmatica sulla divina rivelazione, la Dei Verbum, e in particolare seguono l’approccio scelto dai padri conciliari, cioè di mettersi in attitudine di religioso ascolto della Parola di Dio, per poi essere in grado di proclamarla con fiducia (cf. DV 1). La rilettura in chiave pastorale della Dei Verbum è accompagnata dai successivi pronunciamenti del Magistero della Chiesa, che ha il compito di interpretare in modo autentico il sacro deposito della fede, racchiuso nella Tradizione e nella Scrittura.Per facilitare la riflessione e la discussione sul tema a livello di tutta la Chiesa, il Documento è accompagnato da un dettagliato Questionario connesso con gli argomenti trattati nei singoli capitoli. Tutti gli organismi collegiali, sopra nominati, sono pregati di fornire le risposte a tale Questionario entro il mese di novembre del presente anno 2007. Il Consiglio Ordinario, con l’aiuto di alcuni validi esperti, studierà tale documentazione e ne ordinerà i temi in un secondo documento, tradizionalmente denominato Instrumentum Laboris, che sarà adoperato come ordine del giorno della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che avrà luogo, Dio permettendo, dal 5 al 26 ottobre 2008.Dall’inizio la Chiesa vive della Parola di Dio. In Cristo, Verbo incarnato sotto l’azione dello Spirito Santo, la Chiesa è “come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1). La Parola di Dio è anche il movente inesauribile della missione ecclesiale sia ai vicini sia ai lontani. Obbedendo al mandato del Signore Gesù ed affidandosi alla forza dello Spirito Santo la Chiesa è pertanto in permanente stato di missione (cf. Mt 28, 19).Seguendo l’esempio della Beata Vergine Maria, umile Serva del Signore, il Sinodo vorrebbe favorire la riscoperta piena di stupore della Parola di Dio che è viva, tagliente ed efficace, nel cuore stesso della Chiesa, nella sua liturgia e nella preghiera, nell’evangelizzazione e nella catechesi, nell’esegesi e nella teologia, nella vita personale e comunitaria, come pure nelle culture degli uomini, purificate ed arricchite dal Vangelo. Lasciandosi risvegliare dalla Parola di Dio, i cristiani saranno in grado di rispondere a chiunque domandi ragione della loro speranza (cf. 1 Pt 3, 15), amando il prossimo non “a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità” (1 Gv 3, 18). Compiendo le buone opere, risplenderà davanti agli uomini la loro luce, riflesso della gloria di Dio, e tutti loderanno il Padre nostro che è nei cieli (cf. Mt 5, 16). La Parola di Dio, pertanto, si irradia su tutta la vita della Chiesa, qualificando anche la sua presenza nella società come lievito di un mondo più giusto e pacifico, privo di ogni tipo di violenza ed aperto alla costruzione di una civiltà dell’amore.“La parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato annunziato” (1 Pt 1, 25). La riflessione sul tema sinodale diventa umile preghiera affinché la riscoperta della Parola di Dio illumini sempre meglio il cammino dell’uomo nella Chiesa e nella società durante il percorso non poche volte tortuoso della storia, mentre fiduciosamente attende “nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2 Pt 3, 13).

Nikola Eterovi?
Arcivescovo tit. di Sisak
Segretario Generale
Vaticano, 25 marzo 2007

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