BENEDIZIONE DEI BAMBINELLI PER IL PRESEPE DI CASA

PARROCCHIA SAN GIOVANNI Ap.

Santuario della B.V. della Consolazione

Associato alla Basilica Papale di

S. Maria Maggiore in Roma

 

DOMENICA 23 DICEMBRE

4a di Avvento

alla Messa delle ORE 11

 

BENEDIZIONE DEI BAMBINELLI

DA PORRE NEL PRESEPE DI CASA

 

Fu Papa Paolo VI durante l’Angelus del 21 dicembre del 1969 a dare la benedizione per la prima volta alle statuette del Bambin Gesù e ai presepi.
Da allora ogni domenica prima di Natale durante l’Angelus la folla riunita in piazza San Pietro aspetta e invoca tale benedizione.

 

PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 21 dicembre 1969

Eccoci ormai a Natale.

Fra i tanti preparativi, guardiamo con compiacenza a quelli che compongono i Presepi: nelle Cappelle, nelle sedi delle istituzioni, dove è onorato il nome cristiano, e specialmente nelle famiglie buone e liete della presenza di bambini e di ragazzi.

Perché il presepio ravviva la memoria del grande avvenimento, la nascita di Gesù, il Salvatore, il Figlio di Dio fatto uomo; e poi perché il presepio rappresenta con candida e ingenua semplicità il quadro di Betlemme; e diventa una scena evangelica, diventa una lezione di spirito cristiano, un messaggio di costume.

Il presepio ci dice come Gesù ha voluto entrare nel mondo: povero, piccolo, respinto dai cultori dei così detti valori della terra; è venuto in modo che i Poveri, i Piccoli, i reietti lo potessero avvicinare per primi; è venuto per farsi uno dei nostri, togliendo ogni distanza, ogni ostacolo, ogni timore; e dandoci subito un soffio celeste di incomparabile bellezza e di sovrana letizia: gloria a Dio, pace agli uomini.

In questi umili segni, così familiari e così sublimi, vi è già un preludio della vita nuova, un preludio così elementare, che anche i bambini lo capiscono: ciò che vale è la bontà, è la semplicità, è l’apprezzamento di ogni cosa come dono che viene da Dio, e che a Dio possiamo offrire; è il sentirci liberi dai pesi della vita complicata e mondana, il sentirci innocenti, il sentirci tutti amici e fratelli. Ci si riscalda al presepio, come ad un focolare di amore buono e puro, e ci si sente un po’ illuminati su tutti i problemi di questa nostra misteriosa avventura, che è la nostra vita nel tempo, sulla terra.

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